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Cosa ha ispirato Liam McIntyre nel diventare il nuovo Wolverine di Insomniac?
Dare voce a Wolverine significa confrontarsi con una lunga tradizione di interpreti ormai entrati nell'immaginario dei fan di uno dei personaggi più iconici della Marvel Comics.
Per Liam McIntyre, voce scelta da Insomniac Games per fare vita a James Logan Howlett in Marvel's Wolverine, il punto di partenza non è stato però un singolo interprete, ma l'insieme delle versioni che hanno contribuito a definire il mutante dagli artigli di adamantio.
Durante una recente intervista a Polygon in occasione della promozione della serie animata Golden Axe, l'attore ha spiegato di aver preso spunto da Hugh Jackman, Cal Dodd, Steve Blum e da tutti gli altri artisti che, nel corso degli ultime decadi, hanno lasciato il proprio segno sul personaggio canadese.
"Ognuno di queste interpretazioni mi ha aiutato a plasmare la mia personale versione", ha dichiarato McIntyre facendo leva su quanto sia stato importante rendere Wolverine il più riconoscibile possibile.
L'obiettivo, tuttavia, era analizzare i punti di forza di ogni singola interpretazione e usarli come base solida per sviluppare una lettura autonoma di Logan.
La versione di Wolverine realizzata da Insomniac Games si inserisce in una storia originale, pur attingendo da fumetti, film e serie animate e secondo McIntyre, lo stesso approccio è stato applicato al lavoro vocale con una comprensione dell'essenza del personaggio che non ha limitato chi lo aveva interpretato prima di lui.
"Questa è una fantastica dimostrazione di ciò che rende Wolverine tale. L'obiettivo è sempre stato quello di cogliere l'essenza del personaggio come solo io potevo fare, perché non potrei mai copiarla da nessun altro", ha spiegato l'attore.
Infatti, per arrivare a questo risultato, McIntyre ha studiato la storia di Logan, il copione e le sue peculiarità che hanno lo hanno reso popolare e amato. Il passaggio successivo, poi, è stato quello di capire quali elementi della propria sensibilità potessero integrarsi con la rabbia, la brutalità e il tormento interiore del mutante.
"Il bello della recitazione", conclude McIntyre, "è costruire sulle spalle dei giganti". Infatti, nella versione di Insomniac, Wolverine appare come un personaggio violento e pieno di rabbia ma allo stesso tempo anche vulnerabile, un aspetto che porta una delineazione più sfaccettata al personaggio.
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