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Kingmakers non è solo un meme virale, è il gioco che non ti aspetti
Almeno a ridosso dell'annuncio, Kingmakers sembrava quasi un gioco meme, uno di quei titoli creati per divertire qualche ora e magari diventare virali grazie ai content creator. Qualcuno ha persino messo in dubbio l'effettiva esistenza del progetto quando è stato rinviato a poche ore dal suo debutto. A quanto pare, però, il gioco esiste eccome.
In attesa che il gioco approdi su Steam, il team di sviluppo ha pubblicato un lungo ed esaustivo filmato di gameplay con il commento dei suoi creatori, grazie ai quali è stato finalmente possibile approfondire la nostra conoscenza di Kingmakers. E possiamo dire che questo Gameplay Deep Dive ci voleva proprio, poiché ha drasticamente cambiato il modo in cui il titolo appare ai nostri occhi. Appare chiaro che il titolo in questione non sia un banale sandbox in cui sbizzarrirsi da soli o con gli amici (c'è la co-op per 4 giocatori) a massacrare cavalieri con tecnologie moderne, ma che sia invece stato creato con un certo criterio e, almeno all'apparenza, con una notevole profondità dal punto di vista ludico.
Va chiarito innanzitutto che in Kingmakers c'è una storia. Per quanto folle possa essere, l'intreccio narrativo alla base del gioco vede un mondo destinato alla rovina in cui l'unica via di scampo consiste nell'inviare un uomo nel passato, più precisamente nel 1403, per assicurarsi che Owain Glyndŵr, un principe del Galles realmente esistito e la cui ribellione finì nel peggior modo possibile, riesca a raggiungere il suo obiettivo.A quanto pare, non saremo gli unici viaggiatori del tempo e talvolta ci imbatteremo anche in una forza misteriosa che tenterà di ostacolarci per evitare che il corso della storia venga alterato.
È però il gameplay di Kingmakers il vero protagonista. Il gioco è caratterizzato da due diverse anime che però si intersecano in un modo molto particolare. Parliamo sostanzialmente di uno sparatutto in terza persona che strizza l'occhio ai Dynasty Warriors per quella che è l'impostazione, visto che abbiamo un'enorme mappa in cui sono contemporaneamente presenti migliaia di soldati.
Il nostro personaggio è chiaramente avvantaggiato nell'affrontare i cavalieri nemici, ma per quanto un AK-47 possa essere efficace contro spade e archi, è chiaro che da solo non può vincere contro un esercito. Ed è qui che entra in gioco l'altro volto di Kingmakers, che con la semplice pressione di un tasto si trasforma in uno strategico in tempo reale con visuale dall'alto.In questo frangente, diventa possibile con un click gestire i movimenti delle truppe alleate (ci saranno ovviamente interi eserciti di gallesi a nostro supporto) e persino erigere edifici, che una volta messi su saranno completi di interni e perfettamente esplorabili al passaggio in terza persona. In sintesi, possiamo gestire il conflitto su due livelli, quello macroscopico e quello microscopico, prendendo il controllo del protagonista e spostandoci dove la situazione è più critica per mettere le cose a posto. A rendere tutto ancora più assurdo è il fatto che ogni singola struttura a schermo si possa distruggere in maniera credibile, il che non si limita a dare vita a momenti spettacolari, ma finisce per essere utile anche ai fini del gameplay, visto che la distruzione di un ponte potrebbe ad esempio intralciare lo spostamento delle truppe.
Ovviamente il gioco non si riduce al massacro senza fine delle compagini avversarie, ma ad alternare i momenti in cui a schermo c'è la guerra totale vi sono anche missioni di scorta ed altre attività che dovrebbero garantire, almeno sulla carta, un po' di varietà.
È stato anche presentato un sistema di progressione attraverso il quale si dovrebbero poter utilizzare le risorse generate nella modalità RTS e quelle saccheggiate personalmente dal protagonista durante le sue scorribande per richiedere direttamente dal futuro qualche nuovo giocattolo. Il menu sembra includere fucili d'assalto, granate, carri armati e persino il supporto aereo, che immaginiamo possa avere effetti devas