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Lenovo prova a dire addio alle ventole: ecco cosa usa al loro posto
Lenovo ha presentato AeroBlade, un notebook sperimentale che sostituisce le ventole con quattro piccoli chip di raffreddamento. Il prototipo, mostrato a Innovation World durante IFA a Berlino, pesa 830 grammi ed è spesso meno di 10 millimetri. Al suo interno, membrane che vibrano spingono l’aria attraverso minuscoli condotti per allontanare il calore dai processori. L’obiettivo è ridurre l’ingombro del sistema termico, lasciando ai progettisti più spazio per costruire portatili sottili e leggeri.
I moduli sono sviluppati da Frore Systems: ciascun AirJet Mini misura 41,5 × 27 millimetri, ha uno spessore di 2,65 millimetri e pesa 9 grammi. AeroBlade li integra in uno chassis con schermo OLED da 14 pollici. Per confronto, i notebook di questa diagonale vengono normalmente considerati leggeri quando pesano tra 1 e 1,3 chilogrammi: il prototipo scende sotto questa fascia grazie a un progetto che comprende il nuovo sistema di raffreddamento.
Il funzionamento di AirJet Mini parte da membrane che oscillano a frequenze ultrasoniche. Il loro movimento genera getti d’aria interni che raggiungono circa 200 chilometri orari e colpiscono una base di rame, attraverso la quale arriva il calore dei circuiti. L’aria riscaldata viene poi espulsa attraverso aperture vicino alla cerniera posteriore. La definizione commerciale di sistema “a stato solido” indica quindi un dispositivo senza pale rotanti, nel quale le membrane compiono comunque un movimento.
Un parametro centrale è la contropressione di 2.000 pascal, contro i circa 100-200 pascal indicati per le comuni ventole da notebook. In termini semplici, descrive la capacità del dispositivo di spingere aria vincendo la resistenza dei passaggi interni. È una caratteristica utile quando lo spazio si restringe: il raffreddamento attivo continua a trasportare calore verso l’esterno attraverso condotti molto piccoli, anziché affidarsi soltanto alla dispersione passiva.
L’IA sta orientando progetti diversi, dai modelli aperti di NVIDIA per il quantum computing ai notebook pensati per eseguire assistenti senza connessione. Lenovo e Frore collocano AeroBlade in questa seconda prospettiva. La conseguenza concreta riguarda le prestazioni sostenute: allontanare efficacemente il calore potrebbe consentire a un computer sottile di mantenere più a lungo il proprio carico di lavoro, riducendo la necessità di abbassare le frequenze per contenere la temperatura.
Secondo Frore, ciascun modulo può rimuovere 7,5 watt di calore e produce 21 decibel alla massima potenza. Sommando la capacità dichiarata dei quattro dispositivi si arriva a 30 watt, un ordine di grandezza compatibile con il raffreddamento di alcuni notebook convenzionali. Il dato acustico si riferisce al singolo modulo; per valutare l’esperienza d’uso del computer completo, il parametro pertinente è il rumore dell’intero sistema durante il funzionamento.
La tecnologia era stata annunciata nel 2022 e aveva già trovato applicazione nel mini PC ZOTAC ZBOX PI430AJ nel 2023; AeroBlade ne porta l’integrazione in un notebook funzionante. Il portatile resta però un concept, senza una disponibilità commerciale indicata e con prestazioni termiche complessive da verificare attraverso prove indipendenti.
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