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Banjo-Kazooie Nuts & Bolts per Xbox 360 non era brutto come molti credono
Ogni tanto si parla di un possibile ritorno di Banjo-Kazooie che però, almeno per ora, continua a non concretizzarsi. Per placare la nostalgia, rigiocare i vecchi episodi della storica serie Rare è sempre una buona idea, ma c'è un capitolo che in tanto tendono sempre ad ignorare, forse ingiustamente.
Se infatti l'originale Banjo-Kazooie (uno dei migliori giochi di sempre per Nintendo 64) ed il suo seguito Banjo-Tooie vengono giustamente riconosciuti come pietre miliari dei Platform 3D, Banjo-Kazooie Nuts & Bolts pubblicato in esclusiva Xbox 360 nel 2008 (ed oggi giocabile anche su Xbox One e Xbox Series X/S grazie alla retrocompatibilità) è un episodio che tanti giocatori non hanno apprezzato e tendono a dimenticare come se non fosse mai esistito. La ragione è dietro ai grossi stravolgimenti sia ludici che estetici adottati da Rare per il terzo capitolo principale della serie.
Oltre a un discutibile redesign dei protagonisti e di tutti i personaggi storici della serie, effettivamente poco azzeccato e privo del fascino e dei carisma dei modelli originali, Nuts & Bolts non era nemmeno un Platform 3D in senso stretto, ma puntava invece con forza sulla costruzione di veicoli da utilizzare poi per esplorare i mondi di gioco e cimentarsi con le decine di sfide che offrono, sempre con lo scopo di ottenere i preziosi Jiggy (gli iconici pezzi di puzzle dorati della serie) per avanzare nell'avventura. Proprio questo radicale cambio di focus non ha mai incontrato i favori di una buona fetta di fan che avrebbero invece preferito un'esperienza più tradizionale e in linea con il passato.
Eppure, esaminato in modo imparziale, Banjo-Kazooie Nuts & Bolts non era affatto così malvagio, anzi. Certo, aveva comunque a prescindere i suoi limiti legati a sfide a lungo andare ripetitive, pochi mondi rispetto agli standard della serie e un sistema di guida che richiedeva un po' di pazienza per essere padroneggiato, ma per il resto Rare aveva confezionato un gioco decisamente creativo e che lasciava al giocatore un'enorme libertà di personalizzazione ed esplorazione. Accumulare in massa componenti sempre diversi e più performanti con cui costruire il proprio mezzo non solo risultava divertente, ma garantiva anche la creazione di letteralmente qualunque tipo di veicolo avessimo in mente, che fosse un'automobile o un'aeroplano, e di conseguenza c'era ampissimo spazio per la sperimentazione con l'obiettivo di mettere in piedi il mezzo appropriato per affrontare qualunque tipo di sfida.
E seppur pochi, i mondi di gioco non avevano nulla da invidiare a quelli dei primi Banjo in termini di creatività: Logbox720, concepito come l'immenso interno di una console da gioco, è geniale nel suo concept, mentre Banjoland è un tributo alla serie grazie ai tantissimi riferimenti ai primi due capitoli che scaldano subito il cuore dei fan. Il tutto poi condito con una direzione artistica affascinante ed ispirata (al netto del nuovo character design effettivamente sottotono) che si accompagna a musiche che catturano appieno l'essenza del franchise.
Banjo-Kazooie Nuts & Bolts meriterebbe dunque di essere riscoperto: è sicuramente molto diverso dai suoi predecessori, ma considerato che non sappiamo se vedremo mai un nuovo episodio, dargli una seconda chance potrebbe essere il modo migliore per riscoprire ancora una volta questo universo che tanto furore fece tra gli appassionati di Platform.
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