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Cosa sono davvero le quattro dimensioni? Scopriamolo con questi videogiochi
Alcuni videogiochi innovativi, come Miegakure e 4D Toys, esplorano le dimensioni oltre le tre spaziali, rendendo la geometria avanzata accessibile.
Siamo abituati a considerare il nostro universo come uno spazio che possiede tre dimensioni (larghezza, lunghezza e altezza), ma da diverso tempo i fisici hanno dimostrato che la nostra realtà ne possiede molti di più, almeno quattro, considerando il tempo. Insieme queste dimensioni formano il tessuto su cui poggiano le stelle, le galassie e i pianeti. Secondo però alcune teorie - quella delle stringhe, per esempio - esse consentirebbero alla stessa materia di esistere e al nostro universo di distinguersi dagli altri universi paralleli. Il primo che cominciò a credere che potessero esistere degli spazi non euclidei, ovvero aventi più di tre dimensioni, fu il grande matematico ottocentesco Bernhard Riemann, le cui opere avrebbero influenzato Albert Einstein per la formulazione delle sue due teorie sulla Relatività.
Realizzare dei videogiochi che ci consentono di comprendere le leggi matematiche che regolano gli universi multidimensionali non è una sfida semplice. Alcune software house hanno però accolto coraggiosamente questa sfida, proponendo dei titoli che permettono ai videogiocatori quantomeno di comprendere la complessità delle geometrie presenti in questi spazi "impossibili".
Tra i titoli più interessanti basati su un gameplay basato sulle quattro dimensioni c'è Miegakure, prodotto dallo sviluppatore indipendente Marc ten Bosch, che scelse questo nome in riferimento al termine giapponese relativo alla cura dei giardini. Si tratta di un puzzle game abbastanza semplice, in cui i videogiocatori sono obbligati a considerare una quarta dimensione spaziale per superare alcune sfide ambientali e raggiungere il loro obiettivo.
In sviluppo dall'ormai lontano 2009, questo gioco dovrebbe in teoria uscire su tutte le piattaforme nei prossimi anni e le sue demo hanno ottenuto diversi premi internazionali. Visto che è impossibile riprodurre un universo con 4 dimensioni spaziali in uno schermo bidimensionale, all'interno del gioco il passaggio alle quattro dimensioni viene rappresentato tramite la proiezione di una immagine bidimensionale di alcune sezioni tridimensionali, usando le regole matematiche introdotte da Riemann.Per creare invece il software che regola la fisica del gioco, il team di Marc ten Bosch ha dovuto realizzare delle equazioni mai viste prima, in modo da usare le leggi del moto di Newton in uno spazio dotato di un numero potenzialmente infinito di dimensioni. Secondo gli sviluppatori, quando uscirà Miegakure permetterà a tutti i giocatori di prendere una maggiore confidenza nei confronti della geometria non euclidea, sebbene questa promessa venga reiterata ormai da oltre 10 anni.
Ispirati dal lavoro svolto per Miegakure, gli stessi sviluppatori di Marc ten Bosch realizzarono 4D Toys, un gioco che sfrutta le proiezioni geometriche per insegnare ai bambini cosa succede ad un oggetto bidimensionale al passaggio in uno spazio con dimensioni superiori al nostro universo. Disponibile su Steam e vari altri store, 4D Toys è molto intuitivo ed è stato utilizzato da alcuni insegnanti di scuola primaria per insegnare le caratteristiche delle forme non euclidee e il concetto stesso di spazio multidimensionale.
Alcuni critici potrebbero affermare che non si tratta di un vero e proprio gioco, ma di un software scolastico che consente a chi lo usa di imparare i segreti della geometria non euclidea. La gamification è tuttavia una delle strategie utilizzate da molti sviluppatori per rendere accessibili concetti complessi, che difficilmente si trovano all'interno dei percorsi scolastici degli studenti. Questo titolo inoltre consente di osservare cosa succede all'intersezione di varie dimensioni spaziali, applicando alcuni trucchi visivi che vennero introdotti per la prima volta da Edwin Abbott Abbot per il suo romanzo Flatlandia, che ha come protagonista degli esseri bidimensionali ch