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Incubo indiano: i segreti di iPhone 18 Pro finiscono nel dark web
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La violazione informatica che ha colpito Tata Electronics potrebbe aver compromesso uno dei segreti industriali più importanti di Apple. Tra i circa 200.000 documenti pubblicati nel dark web dal gruppo ransomware World Leaks compaiono file relativi a iPhone 18 Pro, il modello che Apple dovrebbe presentare a settembre e destinato a rappresentare il prodotto di punta della prossima generazione.
Il leak comprende almeno sei documenti che mappano centinaia di componenti del prossimo iPhone 18 Pro, come riferimenti al chip del circuito principale, alle parti della batteria e agli elementi del sistema fotografico collegandoli alle aziende incaricate della loro produzione. Nei file compaiono riferimenti ai
Quelle informazioni permettono di ricostruire buona parte della filiera produttiva del nuovo smartphone, mostrando quali fornitori realizzano ogni singolo elemento e quanto Apple dipenda da ciascuno di essi. La diffusione della lista dei fornitori, dei componenti e delle immagini dei prototipi potrebbe offrire a concorrenti e contraffattori un patrimonio di dati che normalmente rimarrebbe riservato fino alla presentazione ufficiale del dispositivo.
Tra il materiale sottratto figurano anche fotografie scattate nelle linee produttive di Tata all’inizio del 2026. Le immagini mostrano un prototipo di iPhone 18 Pro impegnato nei test di caduta (drop test), una delle fasi più delicate della validazione prima dell’avvio della produzione su larga scala. Una fonte consultata da Reuters ha confermato che si tratta effettivamente di prototipi del futuro modello Pro.
Sul fronte delle indagini, Tata Electronics ha limitato l’accesso interno ai sistemi più sensibili e ha affidato a una società internazionale di consulenza un audit forense per ricostruire quanto accaduto. Apple, secondo Reuters, sta collaborando con il proprio partner indiano per individuare l’origine della violazione e definire misure di sicurezza strutturali per evitare episodi simili in futuro. Nessuna delle due aziende ha però rilasciato dichiarazioni ufficiali in risposta alle domande dell’agenzia.
La posta in gioco va ben oltre la fuga di alcuni documenti tecnici. Oggi l’India rappresenta il 26% della produzione mondiale di iPhone, secondo Counterpoint Research, contro appena il 6% di quattro anni fa. Tata è diventata uno dei pilastri della strategia con cui Apple sta progressivamente riducendo la dipendenza dalla Cina.
L’incidente che ha colpito Tata rischia di trasformarsi in un banco di prova per l’intera strategia industriale di Apple. Se dovesse incrinarsi la fiducia nella capacità del suo principale partner indiano di proteggere dati e progetti riservati, le conseguenze potrebbero mettere in discussione uno dei cambiamenti strutturali più rilevanti tra quelli che Apple ha avviato nell’ultimo decennio.
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