// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Samsung e SK Hynix puntano 1.300 miliardi sui chip: dieci anni per dominare la memoria
Samsung e SK Hynix hanno presentato al presidente sudcoreano Lee Jae Myung un piano d'investimento congiunto da circa 2.000 trilioni di won (equivalenti a 1,3 trilioni di dollari), distribuito su dieci anni e concentrato su fab per semiconduttori, packaging avanzato, data center e memorie di nuova generazione. L'annuncio era atteso da settimane, ma le cifre definitive confermano la scala dell'operazione: il più grande impegno industriale mai assunto da aziende private nel settore dei chip.
Chi acquista hardware AI (server, acceleratori, infrastruttura per modelli linguistici) deve leggere questo annuncio come la notizia che determina la disponibilità e il prezzo della memoria per il prossimo decennio.
Il piano non riguarda genericamente i chip. Il cuore dell'investimento è l'HBM4 (High Bandwidth Memory di quarta generazione) e le tecnologie PIM (Processing-in-Memory), dove il calcolo avviene direttamente nel modulo di memoria invece di transitare dal processore. Sono tecnologie che ridefiniscono l'architettura dei sistemi AI ad alte prestazioni: modelli più grandi, inferenza più rapida, consumi energetici più sostenibili per rack. Samsung ha confermato che è in trattativa avanzata con Nvidia per forniture di HBM4 destinate alla piattaforma Vera Rubin, che entrerà in produzione nel corso del 2026.
La distribuzione geografica dell'investimento è altrettanto significativa. Samsung prevede circa 300 trilioni di won per nuovi fab nella Corea del Sud sud-occidentale, 360 trilioni per il cluster di Yongin (il polo semiconductors più ambizioso mai progettato in un'area metropolitana asiatica) e più di 350 trilioni per data center AI. SK Hynix utilizzerà parte dei fondi per espandere gli impianti NAND nella provincia del Chungcheong settentrionale, rafforzando la capacità produttiva su tutti i segmenti della memoria.
Samsung e SK Hynix oggi controllano insieme oltre l'88% del mercato HBM globale: SK Hynix con il 53%, Samsung con il 35%, secondo i dati di mercato più recenti. Micron, l'unico concorrente di rilievo con quota attorno all'11%, ha annunciato a sua volta un piano da 200 miliardi di dollari per la produzione domestica negli Stati Uniti, con un fab in Idaho e capacità HBM4 a 12 layer da 36 GB. Ma la distanza tra Micron e i coreani, in termini di capacità installata e know-how sulla produzione HBM in volume, rimane strutturale.
La reazione dei mercati è stata brutale: le azioni Samsung sono cadute del 4,7% e quelle di SK Hynix del 3,1% nel giorno dell'annuncio. Gli investitori temono i rischi di finanziamento e i piani di esecuzione su un orizzonte decennale. È una preoccupazione comprensibile dal punto di vista del trading, ma riflette un orizzonte temporale che non coincide con la logica industriale dell'investimento: le fab di ultima generazione richiedono 5-7 anni dalla decisione alla piena produzione. La logica è quella decennale, non quella trimestrale.
Il quadro che emerge è quello di una shortage di memoria strutturale che non si risolverà nel breve termine. Microsoft ha già blindato forniture con un accordo strategico con SK Hynix per la memoria destinata al chip Maia 200. Il trend è chiaro: le grandi aziende tech stanno verticalizzando la catena di fornitura della memoria prima che i prezzi salgano ulteriormente e la disponibilità si restringa.
Investire 1.300 miliardi di dollari su dieci anni è una scommessa sulla traiettoria dell'AI e sulla domanda di calcolo per il prossimo decennio. La premessa è che i modelli linguistici e i sistemi di inferenza continueranno a crescere in scala, che il collo di bottiglia resterà la memoria ad alta larghezza di banda, e che chi controlla la produzione di HBM in volume controllerà il valore dell'intera catena.
Le premesse reggono, almeno per il ciclo attuale. Nvidia ha già nominato SK Hynix, Samsung e Micron come fornitori HBM4 certificati per Vera Rubin, confermando che la domanda strutturale esiste. Come mostra anche l'analisi sull'hardware AI e gli investimenti globali