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Se lasci la password "admin" non c'è tecnologia che ti possa salvare (podcast)
Un cliente di QNAP aveva tre NAS, tutti collegati a internet senza firewall, tutti protetti solo dalla password di fabbrica "admin". Un attacco ransomware li ha criptati nella stessa notte, e senza una copia di backup l'unica alternativa restava pagare il riscatto. Lo racconta Daniele Nannicini, PreSales Manager di QNAP Italia, nel quarto e ultimo episodio de Il Piano B, la serie di interviste B2B Labs dedicata alla gestione dei dati nelle piccole e medie imprese, che si può guardare per intero sul canale.
Un piano su cosa fare nelle prime ore è quello che separa un guasto gestibile da un disastro vero: la preparazione conta più dell'hardware installato.
"Mi ha chiamato un cliente tutto allarmato: 'Ho un problema enorme, sono andato in azienda stamattina e ho trovato tre NAS, tutti e tre criptati con ransomware.' Ho iniziato a fare domande, e ho scoperto che teneva i NAS esposti su internet, senza firewall, solo con il port forwarding sul router. E le password erano tutte admin."
Daniele Nannicini (QNAP)
Nannicini racconta di aver sperato in una falla diversa mentre faceva domande al cliente, e di essersi arreso quando ha sentito la parola "admin". Senza backup, a quel punto, l'unica strada resta pagare, con percentuali di successo che restano basse anche per chi paga davvero.
"A quel punto non c'è niente da fare. La domanda fatidica è: il backup ce l'hai? Se non ce l'hai, in quel caso l'unica è pagare."
Daniele Nannicini (QNAP)
Il backup diventa utile solo quando qualcuno sa esattamente come e in quanto tempo tornare operativo con quei dati, spiega Nannicini: una copia salvata da qualche parte, da sola, non risponde a questa domanda. Nannicini la chiama regola 3-2-1: tre copie su due supporti diversi, con almeno una fuori sede; la soglia di tempo di fermo che un'azienda può permettersi si stabilisce poi caso per caso.
Disaster recovery è proprio questo: sapere in anticipo come tornare operativi, non improvvisarlo il giorno del guasto. È la stessa domanda sulla resilienza dei dati che la serie Il Piano B pone da episodi diversi, da chi riporta i server in azienda invece di lasciarli solo nel cloud.
Ogni ora di fermo ha un costo preciso. È la prima domanda che Nannicini rivolge a chi si sente al sicuro senza un piano: quanto vale, in euro, un'ora della tua attività ferma. Quella cifra decide quanto investire in ridondanza, non il listino prezzi dello storage.
A settembre 2026, al Computex, QNAP ha presentato Mega Scale Out, uno storage per i data lake che scala in orizzontale invece che in verticale: da un minimo di tre nodi fino a 96, con dischi da 30 terabyte per singolo alloggiamento.
"Prima avevamo soluzioni che scalavano in verticale: se serviva più spazio, aggiungevi dischi allo stesso controller. Uno storage che scala in orizzontale è un concetto diverso, e anche molto più affidabile, perché si parte da un minimo di tre nodi e ogni nodo aggiunge anche potenza di calcolo, non solo spazio."
Daniele Nannicini (QNAP)