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Recensione Fiido M1 Pro: la fat bike dotata di ogni optional
Ci sono bici che guardano dall'alto i marciapiedi e ci sono bici che sembrano pronte a mangiarsi la montagna. La Fiido M1 Pro appartiene visibilmente alla seconda categoria: pneumatici fat da 4 pollici, telaio muscoloso, estetica retrò con una vago sentore da BMX, sembra pronta a tutto, dal pavé al fuoristrada nudo e crudo. Eppure rispetta i limiti di legge per le bici a pedalata assistita, non richiede patente né targa, e il telaio è pieghevole.
Come accade spesso con tutti quei dispositivi che cercano di conciliare mondi diversi, la domanda che ci viene spontaneo porci è se la M1 Pro riuscirà a mettere d'accordo tutti, e dopo alcune settimane tra asfalto, sterrato e qualche pendenza di quelle che mettono a nudo i limiti, abbiamo le idee abbastanza chiare. E non basta un numero per riassumere tutto.
Sul sito ufficiale trovate una buona descrizione della M1 Pro, ma per semplicità di trattazione vediamo di schematizzare e spiegare subito con chi abbiamo a che fare.
Iniziamo dal dato che interessa a tutti e che non è riportato qui sopra: la normativa. Con 250W di potenza nominale e assistenza che cessa a 25 km/h, la M1 Pro rientra nella categoria EPAC (Electrically Power Assisted Cycle) ovvero bicicletta a pedalata assistita. In Italia questo significa niente patente, niente targa, niente assicurazione obbligatoria. Anche il casco non è obbligatorio per gli adulti, ma è fortemente consigliato.
In ogni caso, superati i 25 km/h, il motore smette di assistere e si va avanti solo a forza delle gambe.
Il motore brushless da 250W è il massimo consentito per legge in questa categoria. I watt misurano la potenza continua, ma il numero che conta di più in salita è la coppia: 50 Newton-metro (Nm) è il valore che indica quanto "spinge" il motore. Per fare un confronto, molte fat bike di fascia simile si fermano a 35–45 Nm; 50 Nm è quindi un ottimo valore a questo prezzo.
A gestire l'erogazione c'è un sensore di coppia, che legge quanta forza stai applicando ai pedali e calibra l'assistenza di conseguenza. Non è una cosa scontata: i modelli più economici montano un sensore di cadenza, che si limita a rilevare se stai pedalando o no, senza graduare l'intensità. Il risultato pratico è una guida più fluida e reattiva, soprattutto nei tratti misti.
La batteria da 556,8 Wh (48V) è rimovibile: puoi staccarla dal telaio dopo aver piegato la bici e caricarla comodamente in casa, senza spostare la M1 Pro.
Per orientarsi meglio, le fat bike di questa fascia montano tipicamente batterie tra i 360 e i 630 Wh quindi siamo ampiamente nel range.
I dati di autonomia dichiarati da Fiido (88,79 km in modalità ECO) sono stati rilevati con un ciclista dal peso di 75 kg su terreno pianeggiante a 32°C: condizioni ottimali, che nella pratica subiscono mille influenze diverse. Ma dell'autonomia reale parleremo in dettaglio nella sezione dedicata.