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Il Portogallo accelera sulle batterie con un'asta da 1,05 GW
Il governo portoghese ha avviato il percorso per una nuova asta da 1,05 GW dedicata all'accumulo elettrico, primo passo concreto della Strategia nazionale per lo stoccaggio dell'elettricità. Il piano punta a rendere più flessibile una rete sempre più alimentata da rinnovabili, riducendo il divario tra produzione solare o eolica e domanda effettiva nei momenti di maggiore consumo.
La procedura sarà divisa in due blocchi: 750 MW saranno riservati a progetti di batterie standalone, mentre altri 300 MW andranno a capacità di rete eccedente collegata a impianti rinnovabili che includono sistemi di accumulo. La distinzione è tecnica ma sostanziale: nel primo caso si parla di infrastrutture nate per fornire servizi alla rete, nel secondo di impianti rinnovabili che integrano lo storage per gestire meglio l'energia prodotta.
I progetti dovranno concentrarsi in nodi considerati strategici per il sistema elettrico nazionale, tra cui Rio Maior, Abrantes, Sines-Santo André, Alcochete-Palmela, Pegões-Divor, Estremoz e Tavira. La scelta dei punti di connessione indica che Lisbona non vuole limitarsi ad aggiungere capacità nominale, ma intervenire dove le congestioni e la variabilità della produzione possono avere un impatto maggiore sulla stabilità della rete.
La strategia guarda anche oltre le batterie. Il Portogallo fissa un obiettivo di 3,9 GW di pompaggio idroelettrico entro il 2030, con target che salgono al 2040 a 4,5 GW di batterie e 5,26 GW di pompaggio. In parallelo sono previsti futuri bandi per nuovi progetti idroelettrici di accumulo, subordinati però al via libera europeo sugli aiuti di Stato.
Uno degli elementi più interessanti riguarda il rapporto con i territori. I comuni che ospiteranno gli impianti riceveranno il 30% dei ricavi generati dal Sistema elettrico nazionale tramite le aste per batterie standalone e fino al 70% per i progetti che usano capacità di rete eccedente. Gli sviluppatori dovranno inoltre destinare il 2,5% dei ricavi netti a misure di beneficio locale.
Il meccanismo introduce anche un incentivo specifico per l'agrivoltaico, che otterrà un bonus del 20% nel processo d'asta. La logica è favorire progetti capaci di combinare produzione elettrica, accumulo e uso agricolo del suolo, un equilibrio sempre più delicato nei Paesi che stanno accelerando sulla decarbonizzazione senza voler moltiplicare i conflitti locali sulle nuove infrastrutture.
La misura si inserisce in una riforma più ampia del mercato elettrico portoghese, che include contratti di fornitura a prezzo fisso con durata minima annuale, maggiori tutele per i consumatori vulnerabili, semplificazioni per autoconsumo e comunità energetiche, oltre al sostegno ai PPA di lungo periodo. In altri settori il tema del prezzo torna spesso in chiave consumer, come nel dibattito sul possibile prezzo dei grandi lanci videoludici, ma qui la partita è regolatoria: rendere bancabili infrastrutture che devono lavorare per anni sulla rete.
Il Paese ha inoltre annunciato un capacity market aperto ad accumulo, generazione e risorse lato domanda. Per gli operatori del settore, il segnale è chiaro: le batterie non vengono trattate solo come supporto alle rinnovabili, ma come una componente autonoma del mercato elettrico, con ricavi, obblighi territoriali e una pianificazione pluridecennale già definita.
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