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Upb: 'L'Italia è cresciuta meno dell'Ue, ma non basta spendere di più'
La crescita del Pil in Italia nel 1996-2025 in media è più bassa di quella Ue, ma il differenziale non dipende dalle politiche di bilancio. Lo affermano i rappresentanti dell'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) in audizione alla commissione Attivita' produttive, commercio e turismo della Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia.
"Se allineassimo l'avanzo primario agli standard europei avremmo un divario di crescita inferiore ma comunque resterebbe negativo e ci saremmo trovati con maggiore debito pubblico. Quindi non è soltanto una questione di mera spesa pubblica, non basta spendere e fare politiche di spesa ma c'è un tema strutturale", afferma il direttore del servizio analisi macroeconomica, Libero Monteforte.
"Nella sua analisi l'Upb ha rilevato come lo sviluppo dell'economia italiana negli ultimi tre decenni sia stato trainato dai servizi, in particolare modo quelli connessi con l'informatica, mentre la produttività oraria è aumentata soprattutto nei comparti del manifatturiero più innovativi e ad alto contenuto tecnologico", si legge una nota.
"Riguardo alla crescita italiana", continua il testo, "si è osservato come, al netto della breve fase di ripresa successiva alla pandemia, sia stata costantemente inferiore a quella dell'area dell'euro. Secondo un'analisi controfattuale dell'Upb, presentata nel Rapporto sulla politica di bilancio del 2024, la politica di bilancio spiegherebbe solo una parte del divario di crescita per cui assumono particolare rilievo gli interventi strutturali volti ad accrescere la capacità del sistema di svilupparsi nel medio termine".