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I processori Intel Nova Lake potrebbero toccare 474 watt
Intel Nova Lake torna al centro delle indiscrezioni hardware per un dato molto concreto: i futuri processori desktop di fascia alta potrebbero spingersi fino a PL2 a 474 W. Il valore riguarderebbe i modelli più potenti della famiglia attesa tra fine anno e l'inizio del prossimo, e descrive la potenza massima in turbo sotto carichi multi-thread pesanti, non il consumo tipico in gioco o nelle applicazioni leggere.
La nuova piattaforma dovrebbe introdurre il socket LGA 1954 e CPU basate su due compute die, una scelta che avvicina l'impostazione a quella dei processori desktop multi-chiplet di AMD. La configurazione più spinta viene indicata con un massimo di 52 core, un salto che spiega perché il tema dei consumi stia diventando centrale ancora prima dell'annuncio ufficiale.
Il TDP indicato per questi processori resterebbe a 175 W, ma nel desktop moderno quel numero racconta solo una parte della storia. Il parametro più utile per capire le richieste reali della CPU è il limite turbo: se confermato, il valore di 474 W alzerebbe molto l'asticella rispetto alle prime ipotesi circolate, che parlavano di circa 400 W.
Il limite più alto dovrebbe essere legato al Performance profile, destinato con ogni probabilità a diventare l'impostazione predefinita su molte schede madri. I modelli meno costosi potrebbero invece applicare profili più conservativi, riducendo frequenze e prestazioni quando la sezione di alimentazione non è progettata per sostenere correnti così elevate.
Le schede madri più ambiziose, soprattutto quelle basate su chipset Z990, potrebbero offrire tre connettori di alimentazione per la CPU. Nei prototipi mostrati a porte chiuse si parla di due EPS a 8 pin più un connettore PCIe, anche se le specifiche più recenti indicherebbero tre EPS come soluzione preferita. Il terzo connettore non sarebbe obbligatorio: servirebbe soprattutto come margine aggiuntivo per overclock, stabilità e distribuzione della corrente.
Il quadro si inserisce in una piattaforma più ampia, dove anche il chipset avrebbe consumi superiori per via di una dotazione I/O più ricca, inclusi tre collegamenti PCIe 5.0 x4. È la stessa traiettoria tecnica già emersa nell'evoluzione della memoria DDR5 per AMD Zen 6 e Intel Nova Lake: le prossime CPU desktop non aumentano solo core e frequenze, ma chiedono piattaforme più robuste in ogni sottosistema.
Resta aperto il nodo della dissipazione. Un processore capace di avvicinarsi a 474 W sotto carico mette sotto pressione anche i dissipatori top di gamma, soprattutto se i produttori di motherboard offriranno profili Extreme o se gli utenti rimuoveranno manualmente i limiti. Per il mercato CPU, Nova Lake potrebbe quindi diventare un banco di prova non solo sulle prestazioni, ma sull'intero ecosistema di alimentatori, VRM e raffreddamento.
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