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Recensione Engwe O20 Boost: l'ebike pieghevole che si... piega facile!
Dopo una lunga serie di aggiornamenti incrementali ai modelli già presenti in catalogo, come le recenti EP-2 3.0 Boost e Engine Pro 3.0 Boost, questa volta Engwe prova a fare qualcosa di diverso.
La Engwe O20 Boost nasce infatti come il primo modello di una famiglia completamente nuova. L'obiettivo dichiarato è quello di mantenere i vantaggi di una bici pieghevole senza dover accettare tutti quei compromessi che solitamente caratterizzano questa categoria.
In particolare, Engwe sembra aver voluto affrontare a pugno duro uno dei limiti che più spesso abbiamo riscontrato sulle sue ebike pieghevoli, ovvero peso e praticità. La O20 Boost promette una struttura più leggera, un sistema di chiusura più comodo e, più in generale, un'esperienza che cerca di avvicinarsi a quella di una bici tradizionale pur mantenendo la possibilità di essere ripiegata quando serve.
Sulla carta è un progetto decisamente interessante, anche perché non rinuncia agli elementi che hanno reso popolari le ebike dell'azienda, come la Boost Mode ed una batteria particolarmente generosa. Andiamo quindi a vedere di che pasta è fatta questa nuova Engwe O20 Boost.
Dando uno sguardo rapido alle caratteristiche si capisce subito che, a differenza delle fat bike pieghevoli che hanno reso celebre Engwe, qui il focus non è sulla massima robustezza o sulla capacità di affrontare qualsiasi terreno, ma sulla ricerca di un miglior equilibrio tra praticità e prestazioni.
Parliamo un attimino dell'estetica: ci è arrivata nella colorazione blu e dobbiamo ammettere che dal vivo rende decisamente meglio rispetto alle immagini promozionali.
È una tonalità elegante, con una finitura opaca che le conferisce un aspetto piuttosto premium e meno appariscente rispetto ad altre ebike del marchio.
Salta subito all'occhio la batteria, specie nelle versioni colorate. Essendo alloggiata esternamente nella parte centrale del telaio e rifinita in nero, crea un contrasto piuttosto marcato con il resto della bici, che comunque abbonda di nero, tra ruote, parafanghi e non solo.
Molto pulita invece la zona centrale del telaio, dove trova posto il sistema di piegatura, il cui meccanismo è affidato ad una robusta leva nera ben integrata nella struttura. Lo stesso vale per l'attacco manubrio pieghevole, anch'esso rifinito in nero.
Da notare il peso di 26,5 kg. Non stiamo parlando di una bici leggera in senso assoluto, ma per gli standard delle ultime pieghevoli Engwe rappresenta un passo avanti. Basti pensare che una EP-2 3.0 Boost supera i 32 kg, con una differenza che si percepisce eccome.