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Sindaco Cadoneghe: 'La donna marocchina scartata su 4 candidate alla cittadinanza'
"Avevamo quattro candidate, una brasiliana, una moldava, una iraniana, che ha raccontato anche la sua storia, e poi avevamo la signora marocchina. Viene davanti al sindaco e deve prestare il giuramento. Come faccio sempre chiedo come stai, da dove vieni, che lavoro fai, per anche per rompere un po' il ghiaccio e per capire anche chi ho davanti, visto che nelle pratiche i sindaci non le vedono sostanzialmente. La signora ha fatto scena muta. Le ho chiesto come stai, ha risposto 'Riad'". A raccontarlo, a margine dell'incontro con Matteo Salvini, è il sindaco Marco Schiesaro che a Cadoneghe (Padova) ha rifiutato di completare l'iter per la cittadinanza a una cittadina marocchina che non parlava né capiva l'italiano.
"Quando mi sono reso conto - ha proseguito Schiesaro - che sostanzialmente non aveva capito niente, le ho chiesto di leggere il documento che leggono tutti e ha letto, a memoria, ha ripetuto a memoria qualcosa che le era stato detto. È stato lì, in quel momento, che ho capito che qualcosa non andava. Ho semplicemente detto a me stesso 'io non me la sento di proseguire con il giuramento'. Punto. Credo di aver fatto una cosa secondo giustizia, secondo legge nell'interesse dei miei concittadini e della mia comunità", ha concluso.
"Il tema della cittadinanza è sacro, unisce tutti. È singolare che questo tema parta proprio da Cadoneghe", ha detto il sindaco. Schiesaro e Salvini hanno accennato anche alla necessità di cambiare le norme Isee: "Bisogna cambiare la norma, è un'ingiustizia nei confronti della gente", afferma Schiesaro. E tornando al tema di attualità, "la cittadinanza va meritata. La signora era una lungosoggiornante, nessuno le ha ordinato, tantomeno il dottore, di chiedere la cittadinanza italiana. Noi non dobbiamo stravolgere le nostre abitudini perché dobbiamo adattarci alla persona che abbiamo davanti", in quanto "non gli abbiamo mica chiesto noi di venire qua". Secondo il sindaco "questo è un moto popolare che è nato da Cadoneghe, ma qua non è una novità, sono sempre state le nostre idee. Dobbiamo difenderle e portarle avanti senza vergognarci perché la gente a volte ha un po' di timore di condividere questa cosa, ma la gente pensa questo. Abbiamo toccato il cuore della gente".
La donna di 63 anni di origini marocchine a cui è stata negata la cittadinanza italiana è tornata ieri in municipio, per sostenere il secondo test di italiano come da indicazioni del ministero dell'Interno. La donna era accompagnata da una conoscente, che parlava sia l'italiano sia l'arabo. A quanto i tecnici comunali hanno riferito al sindaco, Marco Schiesaro, per la seconda volta è stata verificata l'incapacità della donna di comunicare in italiano. "Domani scriveremo alla Prefettura che abbiamo fatto quello che doveva fare - afferma Schiesaro -. La Prefettura contatterà la signora per chiedere il certificato B1". Nel caso che non abbia il certificato, la donna "dovrà andare a scuola di italiano, o non avrà la cittadinanza", ha concluso.