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Il boom dei chip AI trova un nuovo ostacolo nei componenti
Il boom dei chip per l'intelligenza artificiale sta entrando in una fase più complicata: secondo un nuovo report di Nomura, il problema principale non è più la domanda, che resta molto forte, ma la disponibilità dei componenti necessari per costruire l'infrastruttura. La pressione si sta spostando dai soli acceleratori AI a un insieme più ampio di parti critiche, con effetti potenziali su server, data center e altri settori industriali.
Il quadro delineato dalla società è netto: gli investimenti in data center AI non avrebbero ancora raggiunto il picco, spinti dai piani di spesa degli hyperscaler come Microsoft, Google, Amazon e Meta. Il punto è che la catena di fornitura non riguarda solo GPU e chip avanzati, ma anche packaging, memorie, CPU, substrati, circuiti stampati, condensatori di fascia alta, power management IC e moduli ottici.
Nomura prevede una fase di disallineamento senza precedenti tra domanda e offerta nella seconda metà dell'anno prossimo, con un peggioramento atteso nel periodo successivo. In pratica, l'industria potrebbe trovarsi con ordini sostenuti per server AI e capacità data center, ma senza abbastanza componenti secondari per trasformare quei piani in sistemi installabili su larga scala.
Il nodo delle memorie e dei fornitori alternativi torna quindi centrale: la stessa tensione vista nelle strategie sui chip di memoria per l'AI rientra in un quadro più ampio, dove HBM3e, substrati IC e componenti ottici diventano colli di bottiglia tanto quanto gli acceleratori. Per i produttori di server, anche un singolo componente mancante può rallentare consegne da milioni di dollari.
Il report indica inoltre un possibile effetto a cascata su segmenti non legati direttamente all'intelligenza artificiale, inclusi consumer e automotive. Se la capacità produttiva viene assorbita dai progetti AI più remunerativi, componenti come PCB, CCL, condensatori e PMIC potrebbero diventare più costosi o meno disponibili anche per notebook, dispositivi consumer e sistemi elettronici per auto.
Nonostante i colli di bottiglia, Nomura ha alzato le stime sul mercato globale server. La previsione parla di ricavi in crescita del 74% su base annua nel 2026 e di un ulteriore 65% nel 2027, sostenuti sia dai server AI sia dai sistemi general purpose e CPU. La capacità incrementale dei data center AI viene ora stimata a 32 gigawatt nel 2027, rispetto ai 28 gigawatt indicati in precedenza.
Il messaggio per la filiera è chiaro: l'hardware per l'AI non è più una partita limitata ai chip più visibili. La domanda resta robusta, ma il vantaggio competitivo passerà sempre di più dalla capacità di assicurarsi componenti apparentemente meno prestigiosi, dalla logistica alla qualità dei fornitori. Nel breve periodo, questo può significare prezzi più alti e maggiore volatilità; nel medio periodo, conferma che il ciclo di investimenti nell'infrastruttura AI ha ancora spazio per correre.
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