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Sconfitta finale per Google: multa per il monopolio Android
Dopo uno scontro legale durato quasi 8 anni è arrivata la sentenza definitiva. La Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha confermato la sanzione di 4,1 miliardi di euro per Google. L’azienda di Mountain View ha sfruttato il monopolio nel mercato dei sistemi operativi mobile per imporre tre restrizioni ai produttori di dispositivi e agli operatori telefonici. Oggi Google è sotto esame per la possibile violazione del Digital Markets Act con motore di ricerca, Play Store e Android.
Al termine dell’indagine avviata ad aprile 2015, la Commissione ha inflitto a luglio 20218 una multa di circa 4,3 miliardi di euro per abuso di posizione dominante nel mercato dei sistemi operativi mobile. In dettaglio, Google ha imposto tre restrizioni ai produttori di dispositivi e agli operatori telefonici: obbligo di preinstallare Google Search e Chrome per ottenere la licenza d’uso del Play Store; divieto di preinstallare le app Google se vengono venduti dispositivi con versione di Android non approvate; pagamento di una percentuale sui guadagni pubblicitari (revenue sharing), solo se non viene installato un motore di ricerca concorrente.
Il Tribunale dell’Unione europea ha confermato le prime due violazioni e annullato quella sul revenue sharing. La sanzione è stata quindi ridotta a circa 4,1 miliardi di euro. Google aveva presentato ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea che, oggi, ha confermato la sentenza del Tribunale sulle pratiche anticoncorrenziali e quindi la sanzione di 4,1 miliardi di euro.
Un portavoce di Google ha rilasciato questa dichiarazione:
La sentenza non riconosce il nostro significativo investimento per garantire che Android rimanga aperto, interoperabile e gratuito. In ogni caso, abbiamo adattato i nostri accordi per conformarci alla decisione iniziale del 2018 e restiamo concentrati sulla continua innovazione e apertura per i nostri utenti, partner e sviluppatori.