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Raspberry Pi: i prezzi aumentano ancora, a causa della RAM
La crisi della RAM ci accompagnerà ancora a lungo, su questo non ci sono dubbi. E lo stesso vale per i suoi effetti negativi sulle nostre tasche. L’ennesima testimonianza è appena arrivata da Raspberry Pi, che ha comunicato di aver alzato i prezzi delle sue schede di quarta e quinta generazione. Non è la prima volta che accade, purtroppo non sarà l’ultima.
Continuare a offrire i prodotti del catalogo con lo stesso listino è diventato insostenibile, quindi ecco scattare i rincari. L’annuncio ufficiale riguarda gli Stati Uniti e vede le versioni da 2 GB di Raspberry Pi 4 e Raspberry Pi 5 interessate da un aumento di 12,50 dollari, passando così rispettivamente a 67,50 dollari e a 77,50 dollari. Le altre edizioni e gli altri prodotti del catalogo rimangono al momento invariati.
C’è un altro passaggio del comunicato che vale la pena citare. È quello che consiglia di prendere in considerazione l’acquisto delle schede non di ultima generazione, in quanto ritenute in grado di soddisfare ancora buona parte delle esigenze più comuni. Un’anomalia nell’ambito tecnologico, dove solitamente si tende a spingere i clienti verso i modelli più recenti.
Ad esempio, potresti valutare se un modello meno recente, come i sempre popolari Raspberry Pi 3B, 3A+ o 3B+, sia in grado di offrire le prestazioni richieste dal tuo progetto a un costo inferiore; inoltre, vorrai sicuramente assicurarti di non pagare per una quantità di RAM superiore a quella effettivamente necessaria.
A proposito di crisi della RAM, di recente Raspberry Pi ha annunciato che sui suoi nuovi hardware non è possibile effettuare l’upgrade. Il motivo? Considerati i prezzi delle memorie ormai fuori controllo, qualcuno ha pensato di acquistare le versioni più economiche, modificarle con moduli di terze parti e rivenderli. Acquistandoli si corre il rischio di imbattersi in problemi di stabilità o di compatibilità.