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PS6 portatile, il kernel Linux rivela un indizio difficile da ignorare
AMD ha inserito nel kernel Linux il supporto a un nuovo tipo di core a basso consumo per la futura architettura Zen 6, una modifica tecnica che riaccende le indiscrezioni sulla possibile PS6 portatile di Sony. Il fatto concreto è la patch: non un annuncio commerciale, ma codice destinato al kernel, con una nuova categoria di core che finora non compariva nella documentazione pubblica.
La modifica definisce i core Zen 6 LP, dove LP indica una variante pensata per ridurre al minimo i consumi durante attività in background o stati di inattività. Nel modello descritto dalla patch, il sistema operativo può riconoscere questa tipologia tramite informazioni estese sulla topologia della CPU e applicare politiche di power scaling più adatte.
Il dettaglio tecnico è interessante perché affianca due categorie già attese per Zen 6: i core prestazionali e i core Zen 6c, orientati all'efficienza. L'aggiunta di un terzo profilo, ancora più spinto sul risparmio energetico, ha poco senso in un processore desktop tradizionale, mentre diventa molto più coerente in un dispositivo alimentato a batteria.
Le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi parlano infatti di un progetto Sony con nome in codice Canis, basato su una AMD APU personalizzata con sei core CPU: quattro Zen 6c e due Zen 6 LP. La patch non conferma direttamente il prodotto Sony, ma conferma l'esistenza esatta del tipo di core citato da quei rumor, trasformando una specifica finora non verificabile in un elemento tecnico reale.
Nel quadro descritto dai leak, i core LP gestirebbero sistema operativo, sospensione, download, sincronizzazioni e attività leggere, lasciando i core più capaci alle fasi di gioco. È una scelta che si inserisce nella stessa discussione sulle prestazioni console vista attorno ai limiti dei 60fps nei giochi più pesanti: la potenza grezza conta, ma anche il modo in cui il sistema distribuisce lavoro, memoria e consumi.
Le specifiche non ufficiali attribuite a Canis includono 16 compute unit RDNA 5, 24 GB di LPDDR5X su bus a 192 bit e un die da 135 mm² prodotto a 3 nm da TSMC. Il dato sulla memoria è uno dei più significativi: sarebbe inferiore rispetto alla futura console domestica, ma abbastanza ampio da permettere agli sviluppatori di ridurre risoluzione e asset senza ripensare la logica dei giochi.
La compatibilità software resterebbe facilitata dall'uso della stessa base x86 tra le diverse varianti di core Zen 6. In uno scenario simile, Sony potrebbe proporre una piattaforma più flessibile senza obbligare gli studi a trattare l'handheld come una macchina completamente separata, almeno sul piano dell'ISA e della struttura CPU.
Resta il punto centrale: Sony non ha annunciato una console portatile PS6, né AMD ha collegato pubblicamente questa patch a un prodotto specifico. Il supporto ai core LP, però, arriva in un momento in cui l'idea di una piattaforma PlayStation oltre il salotto appare sempre meno astratta e sempre più compatibile con le scelte tecniche che stanno emergendo lato kernel.
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