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'Caso Rosario', la forza del diritto contro le mafie in Argentina
Per anni è stata la capitale
argentina della violenza narcos. Oggi la città argentina
Rosario si propone come la prova che lo Stato può riprendersi il
territorio con gli strumenti della legge, senza scorciatoie.
Questo - riferisce una nota - il filo conduttore delle 38esime
Giornate nazionali e internazionali dei Ministeri pubblici
fiscali, che si chiudono oggi nella città sul Paranà dove, per
due giorni, 450 procuratori generali e magistrati di tutte le
province argentine si sono confrontati con esperti di Italia,
Stati Uniti e Cile su criminalità organizzata, narcotraffico,
cybercrime e nuove tecniche di indagine.
I numeri spiegano perché il 'caso Rosario' sia diventato un
riferimento. Nel 2022 la città aveva toccato un picco di quasi
290 omicidi su anno, e nel 2026 la cifra è scesa a 62, mentre in
tutta la provincia di Santa Fe si è passati nello stesso periodo
da 313 a 112 omicidi.
Il governo nazionale, ha affermato la ministra della
Sicurezza, Alejandra Monteoliva, attribuisce gran parte del calo
al 'Plan Bandera', il piano federale contro il narcotraffico
avviato nel 2024 insieme alla provincia, ricordando inoltre che
la nuova legislazione antimafia argentina si ispira
convintamente al modello italiano. "Qui gli indici di violenza
sono stati abbassati rispettando le garanzie costituzionali", ha
rivendicato a sua volta il governatore Maximiliano Pullaro.
Il primo intervento delle Giornate è stato affidato al
magistrato italiano Giovanni Tartaglia Polcini, direttore
aggiunto del programma europeo El Paccto 2.0, finanziato
dall'Unione europea ed eseguito dall'Iila. La sua relazione ha
messo al centro la condivisione dell'esperienza antimafia
italiana con focus sulle indagini patrimoniali, la confisca e il
riutilizzo dei beni, la cooperazione giudiziaria internazionale
e il regime carcerario per i capi delle organizzazioni.
Tartaglia Polcini ha quindi definito quello di Rosario come
"un esempio di reazione dello Stato di diritto alla minaccia
mafiosa" avvertendo tuttavia che "la diminuzione degli omicidi
non corrisponde automaticamente alla diminuzione del potere
criminale".
A margine dell'evento la delegazione internazionale ha
visitato inoltre il complesso carcerario in costruzione a
Piñero, dove sorgerà un istituto per detenuti di alto profilo
che si ispira dichiaratamente al regime del 41-bis.
Nel quadro del programma El Paccto 2.0, è stato infine
concordato con il ministero della Giustizia argentino di
lavorare alla creazione di un Comitato tecnico
interistituzionale per l'aggressione ai patrimoni criminali. Il
Comitato - conclude la nota - dovrebbe nascere nel 2027 e
segnare il passaggio dal recupero del controllo del territorio a
quello dei beni sottratti alla legalità.
'Caso Rosario', la forza del diritto contro le mafie in Argentina
BUENOS AIRES,
02 ottobre 2026, 19:51
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