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Memoria e storage crollano, l'AI ora fa paura al mercato
Il mercato di memoria e storage ha subito una brusca correzione dopo i nuovi timori su un possibile eccesso di capacità legato all'intelligenza artificiale. SanDisk, Micron e Seagate hanno perso rispettivamente il 19,59%, il 17,54% e il 14,36% nelle ultime cinque sedute, cancellando una parte significativa del rally costruito nel corso del 2026.
Il nodo è semplice: gli investitori stanno iniziando a chiedersi se la domanda generata dai data center AI possa continuare ad assorbire prezzi elevati e nuova capacità produttiva. La fase più favorevole per i margini dei produttori di componenti potrebbe diventare più fragile se Samsung e SK Hynix immetteranno nuova offerta sul mercato.
A pesare è anche il timore che la spesa degli hyperscaler stia raggiungendo un plateau. Meta Platforms ha annunciato un piano per costruire un servizio cloud destinato a vendere la propria capacità di calcolo AI in eccesso, un segnale letto da parte del mercato come possibile anticipo di una normalizzazione degli investimenti infrastrutturali.
La lettura è particolarmente sensibile perché l'intera filiera AI ha corso per mesi sull'idea che server, GPU, memoria ad alta banda e sistemi di archiviazione avessero davanti una domanda quasi illimitata. La stessa pressione vista nelle strategie aziendali legate alla trasformazione AI torna anche qui: quando il capitale si sposta verso infrastrutture sempre più costose, ogni segnale di saturazione viene prezzato in fretta.
Il selloff non riguarda solo i tre nomi principali. La correzione ha colpito anche fornitori di apparecchiature per chip e società esposte al ciclo dell'AI capex. A rendere il quadro più nervoso c'è inoltre una causa antitrust che accusa Samsung, SK Hynix e Micron di aver gonfiato i prezzi della DRAM, aumentando l'attenzione sulle dinamiche di prezzo del settore.
La tesi dell'eccesso di offerta, però, non è condivisa da tutti. Bank of America ha alzato il target price di SanDisk a 2.500 dollari mantenendo il giudizio Buy, mentre Citi aveva fatto una mossa simile nei giorni precedenti. Anche SanDisk, dopo il calo, resta quindi al centro di una lettura molto divisa tra chi vede una bolla di capacità e chi considera la correzione un passaggio fisiologico.
I numeri di Micron spiegano perché il dibattito sia così acceso: nel terzo trimestre fiscale l'azienda ha registrato ricavi per 41,46 miliardi di dollari, in crescita del 346% anno su anno, e ha indicato per il quarto trimestre ricavi attesi a 50 miliardi. Il titolo tratta ancora intorno a sette volte gli utili forward, un multiplo che per alcuni investitori resta contenuto nonostante il boom dell'intelligenza artificiale.
La questione ora non è se l'AI continuerà a richiedere memoria e storage, ma a quale ritmo. Se la capacità cloud in eccesso di Meta fosse il primo segnale di rallentamento, il mercato potrebbe rivedere al ribasso le aspettative sui prezzi. Se invece diventasse solo una nuova linea di ricavi sopra una spesa ancora sostenuta, la correzione potrebbe essere letta come una pausa dentro un ciclo ancora espansivo.
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