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Minecraft Dungeons 2 Recensione: il gameplay è rinnovato ma c'è qualche difetto di troppo
Minecraft Dungeons II si distingue per l'approccio action e un open world esplorabile, ma presenta pochi upgrade e bug persistenti.
Sono un fan del videogioco "cotto e mangiato": annuncio e uscita nel giro di sei mesi, al massimo. Minecraft Dungeons II fa parte di questa, sempre meno popolata, schiera. La presentazione lo scorso marzo è arrivata francamente a sorpresa, visto che l'impressione destata dall'originale, come dall'RTS Legends, non andava oltre il gradevole esperimento. Guardando i numeri, la sorpresa non è giustificata: al 2023, Dungeons contava 25 milioni di giocatori complessivi; Minecraft, ad oggi, accoglie ancora 300.000 nuovi utenti al giorno, una cifra esorbitante che ha bisogno di essere alimentata in qualche modo. E uno di quei modi, evidentemente, è creare un ecosistema attorno alla casa madre, che vi direzioni sangue fresco d'ogni estrazione.
Per chi avesse saltato l'esordio della sotto-serie, Minecraft Dungeons II è un action rpg che spinge molto più sulla leva dell'azione che su quella ruolistica. Il che dovrebbe apporre una bella spunta verde alla voce dell'appeal di massa. Il risultato è un'esperienza piacevole e chill, non senza i suoi momenti in cui doversi concentrare, specie da soli e quando si devia dal percorso principale. Pur essendo stato progettato con una natura entry-level, si gioca bene a prescindere dall'esperienza.
L'upgrade maggiore è il passaggio da un menù con una lista di quest ad un open world completamente esplorabile. Ci sono dungeon, varchi, missioni secondarie, un viaggio rapido... velocissimo. E di notte, ovviamente, la traversata aumenta il grado di pericolo. Di contro, questo passo in avanti ha tolto la possibilità di rigiocare le attività per il grind. La struttura delle missioni è praticamente univoca: si conclude con un'imboscata racchiusa in un'arena, dove ci vengono gettati contro fiumane di nemici e noi saremo chiamati a sopravvivere. Questa struttura riduce le boss fight ad un girotondo, con tanto di tuffo in acqua come espediente per un rapido reset.I boss offrono uno scalino gradito nella difficoltà ma tendono a ripetersi, benché ci sia un tentativo narrativo di giustificare la cosa: in una segreta pieno di loot prezioso, che visitiamo per aumentare i livelli di rarità nel nostro inventario, è ovvio che ci sia un Sorvegliante, no? Solo che quando vediamo lo stesso Sorvegliante saltare fuori svariate volte consecutivamente, beh, la noia sopraggiunge. I mob sono gli iconici di Minecraft, dai ragni agli zombi, ma i creeper continuano a regnare nella gerarchia dei più letali: dovremo eliminarli in fretta per evitare che esplodano, e non è una bazzecola considerando che richiedono circa tre colpi per un'ampia porzione.
In termini di gameplay, le novità non sono tantissime. Il Sift è un'area inedita che sembra uscita da una fiaba scritta da Hidetaka Miyazaki. Al tono da favola - cui contribuisce il discorso indiretto nei dialoghi con gli NPC - e ai colori pastello, fa da contraltare un trittico inquietante: nemici duri da battere, acqua velenosa e sabbie mobili. Ho apprezzato che tale novità sia stata innestata nell'universo di Minecraft simultaneamente: è la prima nuova dimensione in quattordici anni e il suo arrivo è stato coordinato alla perfezione. Lo stesso vale per il linguaggio visivo: l'intera flotta di Minecraft è imbevuta della medesima estetica, dal gaming al film.
I combattimenti sono appariscenti, il gameplay in genere divertente e reattivo, con aggiunte (minime) rispetto al capostipite, come il salto, che apre ad un accenno di componente platforming, impiegata in genere per recuperare forzieri posti in alto o entrare in aree dai percorsi elaborati, e ad opzioni di difesa: il cugino Call of Duty insegna che un po' di sano bunny-hopping non fa mai male, del resto. Non era scontato che venisse sfruttato in ottica offensiva, e invece è stato innestato nelle dinamiche d'attacco conferendogli animazioni, effetti e layer migliorativi.
E ciò va ad aggiungersi a