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Perché alcuni giochi arrivavano mesi o anni dopo in Europa?
Oggi siamo abituati a vedere i videogiochi uscire praticamente nello stesso momento in tutto il mondo, ma per chi giocava negli anni '90 e nei primi anni 2000 la situazione era molto diversa.
In Europa potevamo aspettare mesi, a volte persino anni, per mettere le mani su un titolo già disponibile in Giappone o negli Stati Uniti.
Uno degli esempi più famosi è quello di Pokémon Rosso e Blu. I primi giochi della serie debuttarono in Giappone nel 1996 e raggiunsero il Nord America nel 1998, mentre in Europa dovemmo attendere fino all'ottobre 1999. Quasi tre anni di distanza dal debutto originale.
Il motivo non era semplicemente legato alla distribuzione. Preparare una versione europea poteva richiedere molto più lavoro rispetto a quella americana. Negli Stati Uniti era sufficiente nella maggior parte dei casi una localizzazione inglese, mentre il mercato europeo richiedeva spesso traduzioni in francese, tedesco, spagnolo, italiano e altre lingue.
C'era poi un'altra complicazione che oggi abbiamo praticamente dimenticato: lo standard PAL. Europa e Nord America utilizzavano standard televisivi differenti e durante l'epoca delle console a cartucce e dei primi sistemi a disco era spesso necessario adattare il gioco ai 50 Hz europei. Non tutte le conversioni erano realizzate allo stesso modo e in alcuni casi i giocatori europei si ritrovavano persino con giochi più lenti rispetto alle versioni NTSC.
Anche le strategie commerciali avevano il loro peso. Il Giappone era naturalmente il mercato principale per molti publisher locali e gli Stati Uniti rappresentavano spesso il secondo banco di prova. L'Europa poteva arrivare soltanto dopo, soprattutto nel caso di JRPG o produzioni considerate difficili da vendere fuori dal Giappone.
Basta guardare ad Animal Crossing. Il primo capitolo della serie nacque su Nintendo 64 in Giappone nel 2001, ma il pubblico europeo dovette aspettare il 2004 per ricevere ufficialmente Animal Crossing su GameCube.
Altri giochi non arrivavano affatto. EarthBound, per esempio, fu pubblicato negli anni '90 in Giappone e Nord America, ma saltò completamente l'Europa. Per vederlo distribuito ufficialmente dalle nostre parti bisognò attendere addirittura il 2013 con la Virtual Console di Wii U.
Persico un colosso come Final Fantasy VII seguì un calendario separato: gennaio 1997 in Giappone, settembre negli Stati Uniti e novembre in Europa.
Con il passare degli anni questo modello è progressivamente scomparso. Un passaggio simbolico arrivò nel 2013 con Pokémon X e Y, primi capitoli principali della serie pubblicati contemporaneamente in tutto il mondo.
Oggi una pubblicazione globale viene quasi data per scontata. Qualche decennio fa, invece, essere giocatori europei significava spesso guardare Giappone e Stati Uniti giocare con mesi di anticipo, sperando che prima o poi arrivasse anche il nostro turno.