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La studentessa italiana a Parigi: 'I ragazzi protetti dai prof'
"Siamo stati in piazza con i liceali che hanno bloccato la strada e il traffico: solo oggi 1.800 licei si sono fermati per protestare contro i tagli netti all'istruzione, questa cosa non va giù ad una generazione che si vede condannata all'indigenza. Nel frattempo vengono stanziati soldi per la guerra". Eva è una studentessa italiana in Erasmus a Parigi ed attivista di 'Cambiare Rotta', uno dei movimenti studenteschi italiani, e oggi è scesa per le strade della capitale francese assieme ad altre migliaia di giovani che da giorni infiammano le proteste.
Una ribellione nella quale i ragazzi non sono soli, o almeno questo è quel che ha visto Eva in piazza. Ad un certo punto, infatti, le migliaia di studenti e studentesse hanno bloccato un grande boulevard a sud di Parigi. "Gli studenti erano protetti da una catena umana di professori e personale della scuola - il suo racconto - e tuttavia siamo stati attaccati dalla polizia con una violenza che non è sconosciuta: qui già ieri un ragazzo ha perso la mano e alcuni giovanissimi hanno perso l'uso degli occhi. C'è stato anche un uso sproporzionato di lacrimogeni, lanciati su giovani di 14-15 anni, protetti da docenti anziani".
Come spesso accade in Francia, la fiamma della protesta si è accesa nelle banlieue, che raccolgono le maggiori contraddizioni: "sono soprattutto studenti di prima o seconda generazione, che sono costretti a frequentare classi pollaio con 38 studenti, senza il personale fisso, con continue supplenze e anche senza il personale tecnico - spiega - Inoltre le condizioni dell'edilizia scolastica sono pietose: molti istituti sono invasi da topi e blatte". Un quadro, dice ancora Eva, assai simile a quello italiano: "L'educazione sempre di più sta diventando una cosa da ricchi. E gli universitari si stanno unendo alla protesta degli studenti delle superiori".
Dopo i cortei per le strade parigine, la giornata è proseguita con un massiccio sciopero. "E alle 14 a piazza della Repubblica hanno sfilato 60 mila persone: è stata - conclude Eva - una giornata significativa di lotta".