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Emergency, raccolta firme per legge di iniziativa popolare 'Io obietto la guerra'
Chiedere di riconoscere a tutti i
cittadini il diritto all'obiezione di coscienza alla guerra e
quindi di poter esercitare il proprio rifiuto di mettere a
disposizione della guerra il proprio corpo, il proprio lavoro e
il proprio consenso, senza incorrere in sanzioni o punizioni.
È il senso dell'iniziativa promossa da Emergency, per la quale
è partita la raccolta di firme per portare in Parlamento la
legge di iniziativa popolare "Io obietto la guerra". Nello
scorso fine settimana sono state raccolte 9.000 delle 50mila
firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento.
La proposta di legge nasce dalla volontà di rendere effettivo
un diritto che Emergency considera fondamentale: la possibilità
per ogni persona di scegliere di non partecipare alla guerra.
L'obiezione riguarderebbe, infatti, non solo l'eventuale
servizio militare, ma anche le attività lavorative collegate
alla progettazione, produzione, commercio e movimentazione di
armi e strumenti destinati alla guerra. La proposta prevede
l'istituzione in ogni municipio di un registro dell'obiezione
alla guerra: ciascun cittadino potrebbe dichiararsi presso il
proprio Comune di residenza "obiettore di coscienza alla
guerra", rifiutando l'uso delle armi, della violenza e il
coinvolgimento in attività funzionali o connesse alla guerra.
Per gli uomini tra i 17 e i 45 anni, la dichiarazione varrebbe
anche come obiezione di coscienza al servizio militare. La
dichiarazione sarebbe protetta dalla privacy e potrebbe essere
revocata in qualsiasi momento.
La proposta di legge si compone di una relazione introduttiva e
otto articoli ed è stata redatta con la collaborazione di
Domenico Gallo, magistrato ed ex presidente di sezione della
Corte di Cassazione, Alessandra Algostino, costituzionalista, e
Veronica Dini, avvocata.
Emergency, raccolta firme per legge di iniziativa popolare 'Io obietto la guerra'
ROMA,
07 ottobre 2026, 09:04
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