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Sony ECM-AX10, 24 grammi di microfono per l’audio spaziale con iPhone e Android
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Sony porta l’audio spaziale sui video registrati con lo smartphone grazie al nuovo ECM-AX10, un microfono USB-C da appena 24 grammi che cattura i suoni provenienti da tutte le direzioni. È il primo microfono per smartphone ad aver ottenuto la certificazione Eclipsa Audio, una tecnologia basata su uno standard aperto che permette di realizzare contenuti con un suono tridimensionale, destinati anche alla pubblicazione su YouTube.
Il nuovo Sony ECM-AX10, disponibile dall’8 ottobre 2026 secondo quanto annunciato dall’azienda, si rivolge a chi registra video di viaggio, concerti, eventi sportivi, reportage e contenuti per i social. Si collega direttamente alla porta USB-C di uno smartphone compatibile e offre tre modalità di registrazione: Ambisonics, binaurale e stereo.
L’obiettivo è permettere anche a chi lavora con il solo telefono di conservare nelle registrazioni informazioni sulla posizione e sulla provenienza dei suoni che normalmente vengono perse o semplificate nelle riprese tradizionali.
Immaginiamo di registrare un musicista di strada in una piazza. Davanti a noi suona una chitarra, sulla sinistra passa un’automobile e alle nostre spalle alcune persone conversano.
Con una registrazione stereo possiamo percepire la collocazione dei suoni soprattutto tra sinistra e destra. Una registrazione spaziale permette di acquisire anche informazioni sulla loro distribuzione tridimensionale, così da ricreare con maggiore precisione l’ambiente nel quale è stato girato il video.
Il risultato, quando la registrazione viene elaborata e riprodotta con un sistema compatibile, è un ascolto nel quale gli elementi sonori possono essere percepiti come provenienti da differenti posizioni intorno allo spettatore.
Per ottenere questo risultato, Sony ECM-AX10 utilizza quattro capsule microfoniche omnidirezionali inserite in un piccolo modulo sferico. Le capsule raccolgono il suono da diverse direzioni, mentre l’elaborazione digitale permette di ricostruirne la distribuzione nello spazio.
La tecnologia utilizzata prende il nome di Ambisonics. In termini semplici, invece di limitarsi a registrare due canali audio, come avviene nello stereo tradizionale, memorizza più componenti del campo sonoro. Queste informazioni possono essere successivamente elaborate per adattare l’audio al tipo di riproduzione desiderato.
Un concerto, ad esempio, può conservare la disposizione degli strumenti e le reazioni del pubblico; un filmato naturalistico può restituire meglio la provenienza del vento, dell’acqua o dei versi degli animali; durante un evento sportivo si possono distinguere i suoni dell’azione da quelli degli spettatori.