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Con questa stampante potete usare le cartucce che volete
Open Tools ha aggiornato lo stato di Open Printer, una stampante riparabile e open source basata su Raspberry Pi che punta a eliminare il blocco DRM delle cartucce. Il progetto ha ottenuto una candidatura a un premio di design, ma resta senza un prezzo finale: la cifra sarà comunicata solo con l'apertura della campagna di crowdfunding.
La macchina usa un Raspberry Pi Zero W come server di stampa e una scheda separata, controllata da un microcontrollore STM32, per la gestione delle cartucce. Il controllo locale passa da un display TFT da 1,47 pollici e da una rotella fisica, mentre la scheda tecnica cita USB-A, USB-C, Bluetooth 4.1 e alimentazione a 24V DC.
Il punto più interessante è la scelta delle cartucce HP ricaricabili con testina integrata, senza sistemi di blocco proprietari. Secondo l'ultimo aggiornamento, il prototipo è ora in grado di stampare sia in bianco e nero sia a colori, su fogli singoli o rotoli di carta, questi ultimi gestiti tramite una taglierina integrata.
Open Printer si inserisce nel filone dei dispositivi pensati per essere riparati, modificati e documentati, lo stesso contesto maker che negli ultimi anni ha alimentato anche il mercato delle stampanti 3D desktop. Qui però l'obiettivo non è la fabbricazione additiva, ma una stampante tradizionale meno dipendente da consumabili chiusi e firmware opachi.
La documentazione del progetto comprende elettronica, firmware, file meccanici e distinta base, pubblicati con licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0. In pratica gli utenti possono riparare, modificare e condividere il design, ma non produrre e vendere la stampante: una scelta che protegge il lavoro di Open Tools, pur limitando la nascita di cloni commerciali.
Wi-Fi ed Ethernet sono ancora in fase di integrazione, insieme ad asciugatura dell'inchiostro, cicli di pulizia della testina, inserimento della carta e algoritmi di dithering. La scheda tecnica cita Wi-Fi 5, superiore alla radio 802.11n (Wi-Fi 4) del Raspberry Pi Zero W, quindi la connettività potrebbe richiedere un modulo aggiuntivo.
Il limite più evidente riguarda proprio le cartucce: la libertà di ricarica dipende dalla disponibilità futura di corpi HP compatibili con inchiostri di terze parti. Per quanto riguarda il prezzo, Open Tools non ha ancora indicato un obiettivo di finanziamento e spiega che il costo finale dipenderà da volumi produttivi, costi dei componenti, certificazioni e lavoro ingegneristico residuo.
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