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Lo showrunner di VisionQuest non si è preoccupato più di tanto del quadro generale dell’MCU
Mentre VisionQuest, la nuova serie TV legata al MCU, si prepara a scarcare su Disney+ con le prime due puntate, disponibili da domani, nell’ambito di un panel ospitato presso il New York Comic Con 2026 sono saliti sul palco Paul Bettany, James Spader, Emily Hampshire e Ruaridh Mollica, oltre allo showrunner Terry Matalas. Durante l'evento, IGN ha chiesto a Matalas qualche chiarimento sul processo di scrittura adottato per la serie, e in particolare in che misura gli sceneggiatori hanno dovuto adattarsi al quadro più ampio dell’MCU? Beh, a quanto pare, non troppo.
"C’erano un paio di idee iniziali di cui abbiamo con Kevin Feige", ha spiegato lo showrunner, aggiungendo che "Si capiva subito come la pensava, ma in pratica abbiamo fatto esattamente quello che volevamo: avevo uno staff di sceneggiatori brillante con cui abbiamo ideato tutto in sala di scrittura per poi portare il risultato sullo schermo". Matalas ha ammesso di aver avuto molta libertà per esplorare cosa fosse successo a Visione dopo la fine di WandaVision: "È passato del tempo per il pubblico e ho pensato che fosse il caso di sfruttare la situazione. Cosa ha fatto Visione in tutto questo tempo? Dove è stato? Penso che il suo percorso alla ricerca della propria identità, nel tentativo di capire: 'Sono il vecchio Visione? Sono qualcosa di nuovo? Cosa sono?', si sia in qualche modo delineato piuttosto rapidamente". Kevin Feige mi ha fornito una sola indicazione netta (che non riportiamo per evitare spoiler, ndr), dopodiché ha detto: "Il resto sta a te".
Mentre VisionQuest, la nuova serie TV legata al MCU, si prepara a scarcare su Disney+ con le prime due puntate, disponibili da domani, nell’ambito di un panel ospitato presso il New York Comic Con 2026 sono saliti sul palco Paul Bettany, James Spader, Emily Hampshire e Ruaridh Mollica, oltre allo showrunner Terry Matalas. Durante l'evento, IGN ha chiesto a Matalas qualche chiarimento sul processo di scrittura adottato per la serie, e in particolare in che misura gli sceneggiatori hanno dovuto adattarsi al quadro più ampio dell’MCU? Beh, a quanto pare, non troppo.
"C’erano un paio di idee iniziali di cui abbiamo con Kevin Feige", ha spiegato lo showrunner, aggiungendo che "Si capiva subito come la pensava, ma in pratica abbiamo fatto esattamente quello che volevamo: avevo uno staff di sceneggiatori brillante con cui abbiamo ideato tutto in sala di scrittura per poi portare il risultato sullo schermo". Matalas ha ammesso di aver avuto molta libertà per esplorare cosa fosse successo a Visione dopo la fine di WandaVision: "È passato del tempo per il pubblico e ho pensato che fosse il caso di sfruttare la situazione. Cosa ha fatto Visione in tutto questo tempo? Dove è stato? Penso che il suo percorso alla ricerca della propria identità, nel tentativo di capire: 'Sono il vecchio Visione? Sono qualcosa di nuovo? Cosa sono?', si sia in qualche modo delineato piuttosto rapidamente". Kevin Feige mi ha fornito una sola indicazione netta (che non riportiamo per evitare spoiler, ndr), dopodiché ha detto: "Il resto sta a te".