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Come Tesla ha sviluppato la Roadster (in segreto)
I filmati del “dietro le quinte” mostrano non solo come sia stata sviluppata la nuova Roadster, ma anche come Tesla abbia collaudato ventole, propulsori ad aria e rampe speciali nel massimo riserbo.
Realizzare un’automobile capace di staccarsi da terra, eseguire una capovolta a mezz’aria o circolare a testa in giù ha posto sfide ingegneristiche ai limiti della fisica. Il processo di sviluppo della Tesla Roadster è stato sicuramente complesso e quanto mai distante da quello delle auto a cui siamo abituati, rappresentando sicuramente un unicum nel settore.
A svelare i dettagli di questo lavoro svolto a porte chiuse sono stati i brevi filmati del “dietro le quinte” mostrati direttamente da Tesla, che mostrano per la prima volta i retroscena della progettazione e dei test condotti dagli ingegneri. Le brevi immagini documentano i test svolti sulle componenti meccaniche della vettura, le prove sui propulsori e la costruzione della rampa speciale personalizzata, realizzata appositamente per preparare ed eseguire le estreme manovre mostrate durante la dimostrazione dal vivo.
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Oltre al fatto che la vettura sia in grado di vincere la gravità – che comunque non è una prima assoluta nel settore auto – a stupire è stata anche la capacità di Tesla di custodire lo sviluppo della Roadster nel segreto più assoluto per così tanto tempo (diversi anni), senza alcuna fuga di notizie o immagini trapelate prima della presentazione. Anche questa rappresenta sicuramente una sfida industriale notevole. Sviluppare in totale riservatezza un veicolo rivoluzionario, capace di combinare la tecnologia automobilistica con soluzioni derivate dal settore aerospaziale di SpaceX, ha richiesto un controllo rigoroso di ogni singola fase di sperimentazione.
La difficoltà di mettere a punto questa complessa tecnologia è stata infatti ulteriormente amplificata dalla necessità di operare senza far trapelare nulla all’esterno. I test sui propulsori, la lavorazione della meccanica e i collaudi dinamici sulla rampa speciale sono stati condotti al riparo da qualsiasi occhio indiscreto, evitando del tutto la diffusione di foto spia o bozzetti riservati prima del debutto ufficiale.
Per consentire al veicolo di rimanere incollato all’asfalto anche lungo una rampa ripida e capovolta, gli ingegneri hanno integrato un sistema di aspirazione attiva basato su una ventola posizionata sotto il pianale, capace di risucchiare l’aria e generare fino a 2 g di deportanza sfruttando l’effetto suolo. Parallelamente, per consentire brevi sollevamenti da terra, capriole in aria e riatterraggi ammortizzati in totale sicurezza e senza conducente a bordo, il progetto ha previsto l’impiego di propulsori a gas freddo ad aria compressa ad altissima pressione. Si tratta di un sistema meccanico articolato, con ugelli ad alta pressione alimentati da serbatoi interni in fibra di carbonio capaci di sviluppare una spinta quattro o cinque volte superiore a quella del motore “normale".
Se la dimostrazione dal vivo delle evoluzioni aeree ha stupito il pubblico, la visione del grande lavoro di ingegneria e sperimentazione svolto nel segreto più assoluto rende il risultato finale ancora più impressionante.