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>ANSA-LA-STORIA/ In Abruzzo l'inusuale mondiale di papere galleggianti
(di Fabio Iuliano)
'Il cielo è azzurro
sopra Goriano', avrebbero commentato i più navigati giornalisti
sportivi. Proprio come accadde a Berlino vent'anni fa, l'Italia
infatti torna campione del mondo battendo di misura i cugini
francesi. Non a calcio, ma nell'inusuale gara di papere.
Galleggianti. È successo ieri in Abruzzo, nel Parco
Sirente-Velino, a una quarantina di chilometri dall'Aquila, dove
gli azzurri hanno conquistato il primo World Duck Race
Championship. Stavolta senza neanche passare per la lotteria dei
calci di rigore. Terza la Moldavia, a poca distanza. Dietro il
podio, un sorteggio degno di un torneo iridato: 197 papere per
altrettante rappresentanze, 195 Paesi - tra cui Vaticano e
Palestina - più Onu e Unione europea. Per la corsa ne sono state
estratte quindici, così da non riversarle tutte insieme
nell'Aterno, nel momento della sfida decisiva. Altre duecento
circa, di dimensioni diverse, hanno partecipato alla
manifestazione tra Tione degli Abruzzi e Acciano.
L'idea, a dire il vero, non è nata dal nulla. Elena, una
ragazza di Goriano Valli che vive a Bolzano, ha condiviso un
video di una corsa analoga. E le sfide tra papere hanno già una
storia internazionale: a Merano gareggiano sul Passirio dal
2018; a Londra, nel 2008, la Great British Duck Race sul Tamigi
arrivò a numeri da Guinness, con 250mila papere annunciate. Qui,
più modestamente, si è scelto di farle correre per una causa. Le
donazioni raccolte, infatti, sosterranno il Museo Diffuso
Sirente-Velino, nato a Goriano Valli, frazione di Tione degli
Abruzzi. Ideato da Fausto Di Giulio, il MuDi punta a custodire
la memoria delle comunità locali e a contrastare lo spopolamento
dei piccoli borghi. Si ispira al principio del 'Give Back',
restituire qualcosa alla propria terra, coinvolgendo anche chi è
emigrato. Sedici stazioni, ricavate da antiche botteghe,
cantine, stalle e abitazioni, raccontano la cultura contadina e
provano a creare nuove occasioni di visita nell'entroterra.
"Abbiamo scelto una papera per parlare di qualcosa di molto
serio, ma con un sorriso", spiega Di Giulio, che richiama il
principio One Health: la salute delle persone è legata a quella
dell'ambiente. E prima ancora di affidare le papere alla
corrente, volontari e partecipanti si sono messi al lavoro lungo
l'Aterno, raccogliendo dodici sacchi di plastica abbandonata nel
fiume e sulle sponde. Una pulizia collettiva che ha preceduto la
competizione, organizzata con un sistema di recupero e conteggio
di tutte le papere per evitare di lasciare rifiuti in acqua.
L'impegno prosegue anche dopo il traguardo: il regolamento
invita ciascun partecipante a dedicare almeno mezz'ora, entro
trenta giorni, alla raccolta di rifiuti nel territorio del
parco. Perché la sensibilizzazione ambientale può passare anche
attraverso delle papere di plastica.
>ANSA-LA-STORIA/ In Abruzzo l'inusuale mondiale di papere galleggianti
TIONE DEGLI ABRUZZI,
18 ottobre 2026, 16:19
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