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Operaio ucciso dal nitazeni a Brunico, la perizia è da rifare
E' da rifare la perizia relativa alla causa del decesso
dell'operaio di 28 anni di Brunico, in Alto Adige, morto a fine
2024 - la prima vittima in Italia di nitazeni, potente oppiode
sintetico. Lo ha stabilito la giudice dell'udienza preliminare,
Giulia Rossi, che ha accolto la richiesta della difesa
dell'imputato, un ventinovenne di Brunico accusato di morte come
conseguenza di altro delitto, di accedere al rito abbreviato
condizionato all'audizione del perito nominato dal tribunale e
dei due consulenti delle parti.
La perizia verrà eseguita sui campioni di sangue della
vittima ancora conservati nei laboratori e sui frammenti di
carta stagnola che avrebbe usato per consumare sostanze
stupefacenti. Nelle prime fasi dell'indagine, quando il
fascicolo era ancora a carico di ignoti, erano stati eseguiti
degli accertamenti ripetibili da parte dei Ris di Roma per conto
della Procura.
Operaio ucciso dal nitazeni a Brunico, la perizia è da rifare
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