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Familiari di Regeni all'ambasciatore dell'Egitto: "Si attivi su provvisionale"
Pochi giorni dopo la sentenza con cui la Corte d'Assise di Roma ha condannato a 10 anni tre appartenenti ai servizi segreti egiziani per il sequestro di Regeni, disponendo una provvisionale di 500 mila euro in favore dei familiari del ricercatore, la legale di genitori e sorella di Giulio ha inviato una lettera all'ambasciatore a Roma del Cairo per chiedere sostanzialmente di attivarsi per il pagamento.Una missiva di poche pagine con cui l'avvocata Alessandra Ballerini chiede al rappresentante diplomatico un'azione per ottenere il pagamento delle provvisionali riconosciute dalla sentenza del 28 settembre scorso. Al momento dalla sede di via Salaria non è arrivata alcuna replica o risposta."Abbiamo scelto di inviare una Pec all'ambasciatore egiziano in Italia - spiegano il padre e la madre del ricercatore friulano - perché quando abbiamo spedito una raccomandata in occasione della citazione, come nostri testi nel processo, del presidente Al Sisi e di suo figlio Mahmood, la raccomandata era stata rimandata indietro con la dicitura: "l'addetto al ritiro dell'ambasciata d'Egitto rifiuta". Probabilmente tutte le missive che provengono dalla famiglia Regeni, anche tramite la nostra legale, sono considerate irricevibili".Nella lettera la legale ricorda che le provvisionali sono immediatamente esecutive e non richiedono l'attesa del giudizio definitivo. Per procedere all'esecuzione della sentenza è infatti necessario il coinvolgimento delle autorità egiziane, chiamate a collaborare nei confronti di appartenenti ai propri apparati di sicurezza. Nella missiva, inoltre, si ricorda all'ambasciatore una promessa fatta personalmente ai genitori di Giulio durante un colloquio privato. Il diplomatico avrebbe "rispettato qualsiasi decisione della Corte". Per questo, scrivono, "siamo con la presente a sollecitare un Suo attivo intervento per facilitare l'esecuzione del dispositivo della sentenza". E concludono dicendosi certi che non verrà meno "alla parola data alla famiglia Regeni".Sul nodo delle provvisionali, che coinvolge anche la Presidenza del Consiglio che ha ottenuto un risarcimento da 150mila euro, era intervenuta pochi giorni dopo la sentenza anche la premier Meloni. "Chiaramente siamo di fronte a una sentenza che non è definitiva, ci sono tre gradi di giudizio - ha affermato il capo del governo -. All'esito della sentenza ovviamente andrà dato seguito, io non sono tra coloro che ritengono che per risolvere il problema chiudere i rapporti diplomatici con l'Egitto aiuti, piuttosto crea maggiori difficoltà". Il governo attenderà, quindi, il terzo grado di giudizio prima di avviare le procedure con le autorità egiziane.Una posizione, evidentemente, non condivisa da Claudio e Paola Regeni che hanno rotto gli indugi tentando di avviare una interlocuzione con il Cairo. Un'iniziativa che punta a far valere fin da subito quanto stabilito dai giudici romani sul piano risarcitorio, senza attendere la conclusione dell'intero iter processuale. Resta ora da capire quale sarà la risposta delle autorità egiziane e se l'appello della famiglia troverà un seguito concreto sul piano diplomatico e istituzionale.
Familiari di Regeni all'ambasciatore dell'Egitto: "Si attivi su provvisionale"
ROMA,
19 ottobre 2026, 19:22
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