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Star Wars: Galactic Racer, le chiavi del successo: uno studio snello e tanto lavoro in outsourcing
All'indomani dell'ottima accoglienza riservata dal pubblico a Star Wars: Galactic Racer, il CEO di Fuse Games, Matt Webster, ha condiviso i dettagli sul modello organizzativo che ha permesso allo studio di portare a termine una produzione di calibro Tripla A. Intervenendo ai microfoni di GamesIndustry.biz, il dirigente ha messo a confronto la struttura tradizionale dei grandi colossi dell'industria - basata su organici composti da centinaia di sviluppatori e soggetti a frequenti fasi di espansione e ridimensionamento - con l'approccio adottato dalla sua software house. Mantenendo un team focalizzato, snello e con esperienza, Fuse Games ha evitato la dispersione delle competenze interne e le ripercussioni umane legate ai licenziamenti ciclici che caratterizzano il settore.
La strategia di Fuse Games si basa su ciò che Webster definisce "sviluppo distribuito", un’impostazione articolata su tre distinti livelli di collaborazione con partner esterni. Il livello più esterno riguarda l'outsourcing tradizionale di asset specifici, gestito attraverso una stretta relazione professionale per garantire elevati standard qualitativi. Il livello intermedio prevede invece l'affidamento di interi moduli di gioco autonomi a team esterni cross-disciplinari: un esempio concreto all'interno di Star Wars: Galactic Racer è rappresentato dalla modalità fotografica, realizzata da un team specifico e successivamente integrata nella build principale senza appesantire la produzione interna.
Il livello più vicino al nucleo aziendale riguarda infine la co-produzione con professionisti esterni pienamente integrati nei flussi di lavoro quotidiani dello studio, dalle riunioni operative ai canali di comunicazione interna. Questo approccio ha consentito a Fuse Games di operare con l'efficienza dei grandi studi Tripla A, dimostrando come un'organizzazione flessibile e un'attenta gestione delle partnership esterne possano rappresentare un'alternativa sostenibile ai modelli di sviluppo ad altissimo budget a cui ormai siamo abituati.