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Nintendo Switch Sports Resort - La recensione
Sono passati ormai vent’anni da quando Nintendo, nel 2006, lanciò sul mercato Wii Sports, un titolo entrato nell’immaginario collettivo per aver abbattuto le barriere tra videogiocatori esperti e i cosiddetti "casual gamer". Alla base di quel fenomeno non vi era solo la novità introdotta dai sensori di movimento di Wii Remote, ma anche la visionaria filosofia di Satoru Iwata, guidata dalla volontà di espandere il bacino d’utenza dei videogiocatori. Per l'allora presidente di Nintendo, il videogioco doveva essere un’esperienza immediata, intuitiva e soprattutto inclusiva; un’esperienza capace di riunire intere famiglie davanti allo schermo trasformando il salotto in un luogo di condivisione e divertimento accessibile a chiunque, dai bambini ai nonni.
Con ben ottantadue milioni di copie vendute, Wii Sports fu la dimostrazione di quanto quella filosofia fosse vincente, rendendo il gioco e la console un successo planetario. Tanto che, nel 2009, Nintendo decise di proseguire su questa strada dando vita a Wii Sports Resort, diventato il terzo titolo più venduto sulla piattaforma Wii. Un altro importante tassello si è aggiunto nel 2022 con Nintendo Switch Sports, accolto positivamente sia dalla critica sia dal pubblico, fino a posizionarsi tra i software più venduti su Switch. Date tali premesse, capirete che raccogliere un'eredità così importante richieda una grande responsabilità. Nintendo Switch Sports Resort si presenta quindi con l’intento di offrire al pubblico il perfetto connubio tra una formula che ha segnato un’epoca e le novità dell’era moderna.
Il gioco ci riporta sull'Isola di Wuhu, la celebre ambientazione introdotta per la prima volta proprio in Wii Sports Resort. Qui l'ambiente circostante è stato interamente pensato per ospitare le attività sportive degli Sportsmate e dei classici Mii: il titolo offre infatti la libertà di scegliere quale dei due avatar creare per vivere la propria avventura sul campo. Una delle novità più interessanti riguarda proprio l'esplorazione, accessibile tramite tre diverse modalità: skate, moto d’acqua e idrovolante. Queste permettono di perlustrare l'isola offrendo l'occasione di apprezzare l'ottimo lavoro svolto sul piano tecnico. Il mondo di gioco risulta vivace, colorato e dinamico, sorretto da un comparto grafico pulito e ben curato in ogni dettaglio. Inoltre, la colonna sonora richiama con diversi riarrangiamenti i temi dei titoli passati dialogando in modo perfetto con l’effetto nostalgia.
L’utilizzo dei Joy-Con è stato studiato con grande cura: quando si gira in skate, ad esempio, si sfrutta la modalità mouse ed è possibile accelerare facendo scorrere il controller su una superficie, inclinarlo per svoltare e sollevarlo con un gesto rapido per compiere dei "trick". A bordo della moto d’acqua, invece, basta posizionare le mani in avanti come se si stesse impugnando un vero manubrio, accelerare con il grilletto o inclinare il polso per attivare il turbo. Infine, con l’idrovolante è possibile esplorare i cieli reggendo il controller con una sola mano.
La risposta dei Joy-Con è talmente precisa e reattiva da far risultare ogni movimento estremamente naturale, rendendo l'approccio al gameplay immediato e intuitivo fin dai primi minuti. Queste attività non rappresentano solo un piacevole passatempo, ma possono costituire anche una stimolante sfida a tempo per chi ama i collezionabili. Esplorando l’isola, infatti, è possibile scovarne di diversi tipi, come i punti panoramici in cui scattare fotografie ad alcuni scorci e sbloccarne la storia all’interno di un album dedicato.
Escluse le tre attività esplorative menzionate in precedenza e il riscaldamento a base di salto con la corda, il pacchetto comprende nove sport in cui mettersi alla prova. Va detto che Nintendo ha fatto un lavoro eccellente nello sfruttare le peculiarità dei Joy-Con, anche se senza stravolgere la formula consolidata dei predecessori. Alcune discipline come tennis, ping-pong, pallavolo e basket puntano forte su temp