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Il brano profetico di Cosmo: 'Rompono vetrine e bruciano le camionette'
"Gucci, Vuitton, Lamborghini, Cartier/belle vetrine le rompono tutte/Tutti sti sogni rubati si incendiano/bruciano le camionette/vendono tutti/tutti influencer/prendono fuoco anche i data center/e sta merda è soltanto l'inizio/sorridi preparati/ti spacca la faccia il futuro": è il testo del nuovo brano pubblicato da Cosmo sui social. Pare scritto a commento degli scontri dello scorso weekend, e invece era già pronto da un po'. "Ho scritto questa canzone - spiega l'artista di Ivrea - qualche mese fa. Avrebbe dovuto uscire più in là, ma oggi ho pensato che fosse il caso di buttarla fuori. Esprime come la vedevo prima e come la vedo ora. Era facile prevedere che sarebbe successo tutto questo. E credo che sia solo l'inizio. In un sistema così malato è praticamente inevitabile". Il brano - in pieno stile Cosmo - dice: 'bevi Coca Cola/ baby crolla via scappa/ vedi sta crollando tutto/ rotola la pietra che qualcuno lancerà/la macchina del tempo scoppia in un frontale/e tutti questi ragazzi a fare il militare/a fare i duri a fare la fame/vanno a lavorare/e i bambini stanno lì a guardare/ma il futuro è uno shock". "
"Sono sicuro che qualcuno di voi pensi che la violenza vada sempre condannata, è comprensibile ma non sono d'accordo, viviamo in un sistema molto violento, che ci sta sfrattando dalle nostre case". Lo ha detto ieri sera, dal palco del Fabrique, durante il suo concerto milanese, Willie Peyote, parlando dei disordini del 17 e 18 ottobre. "Non possiamo prenderci - ha proseguito il 41enne rapper e cantautore torinese - un affitto o un pieno di benzina, gli stipendi sono fermi da 30 anni. Qualcuno parla di riarmo, qualcuno parla di mandarvi al fronte, e quella roba è molto più violenta, soprattutto perché le persone che stanno delegittimando le proteste di questi giorni parlando solo della violenza sono le stesse persone che usano la violenza come cifra stilistica o come programma politico".
Ad aprire il dibattito è stato Marracash: "Con le buone non cambi le cose", ha scritto ieri sui social il rapper della Barona. Vicino alle sue posizioni è Sayf: "Ci dicono che il problema sono le manifestazioni violente, ma chi sta togliendo alle persone il diritto a un futuro dignitoso?", riflette l'artista, secondo a Sanremo 2026 con Tu mi piaci tanto. "Si dimentica la violenza di un sistema che mette il profitto sopra la vita e la dignità delle persone, perché il problema non è la divisione tra destra e sinistra, ma quella tra chi sta sopra e chi sta sotto e noi siamo tutti dalla stessa parte: quella di chi sta sotto".
Quelle sulle diseguaglianze sociali "sono risposte che i giovani stanno cercando di ottenere ormai da un po'. Secondo me dobbiamo ascoltarli", sottolinea Ghali, che si dice "contento che le persone stiano scendendo in piazza a manifestare il proprio diritto e a cercare delle risposte" e invita a usare "questo tempo per parlare di chi sta manifestando pacificamente, perché è la vera cosa. Non distraiamoci". Per Nayt, "siccome in questo mondo viviamo insieme, a un certo punto, se non vedi l'altro, l'altro ti entrerà in casa per essere visto. Tutto questo finto benessere materiale ha reso borghesi anche i più poveri. Poverini e poveracci".
Opposta la valutazione di Fedez: "Conosco la frustrazione di una casa brutta in periferia, di un lavoro o di una scuola del ca**o, di non poterti comprare niente di bello. Conosco pure l'adrenalina di quando invece i soldi arrivano, la soddisfazione di poter far vedere agli altri dove sei arrivato. Per questo le vetrine del centro di Milano sono il bersaglio perfetto: rappresentano il simbolo tangibile di tutto ciò che a quei ragazzi è precluso. Vedo anche artisti e personaggi pubblici che celebrano la protesta, ci si uniscono come se ne facessero parte, senza rendersi conto che esposti in quelle vetrine ci sono anche loro. A promuovere quella idea di vita e di successo ci siamo noi. Siamo noi che andiamo alle sfilate, postiamo gli orologi di lusso, i viaggi e i vestiti". Un'allusione, p