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Addio Mass Effect: cosa ha significato davvero per me questa gloriosa saga
La notizia giunta nelle ultime ore è una di quelle che mai e poi mai avrei voluto leggere. Ce lo aspettavamo un po' tutti e, ad essere sincero, era dal 2017 - anno di uscita dell'ultimo Mass Effect Andromeda - che la magia si era un po' spenta. La giostra si era incrinata irrimediabilmente.
Ma oggi siamo qui per commentare non tanto il declino, quanto la scioccante chiusura di BioWare e, con essa, la fine delle sue gloriose IP, tra cui spicca, a mio modesto parere, la saga sci-fi di Mass Effect. Non ho mai avuto alcun dubbio nel definirla la mia preferita in assoluto. Fin da quel 2008, anno in cui giocai il primo, incredibile capitolo della trilogia di Shepard, ho amato visceralmente il world building, i personaggi, la lore e lo stile di questa vera e propria space opera.
Erano gli anni dell'adolescenza, un periodo nel quale forgiavo le mie passioni e scoprivo che cosa mi faceva davvero battere il cuore. E Mass Effect, per me, rappresentava il culmine di questo hobby. Un mondo vivo, tutto da scoprire, amare, approfondire e nel quale perdersi.Ricordo ancora distintamente le ore passate a leggere ed ascoltare il Codex del primo Mass Effect, tra i vari approfondimenti sulle razze aliene, i pianeti esplorabili e la storia di quel mondo di gioco che in tempo zero era diventato sinonimo di casa.
Poi arrivò il secondo Mass Effect, uno dei videogiochi più attesi dal sottoscritto di ogni epoca. Forte dell'amore per il primo, per me avere la possibilità di vedere come proseguiva la storia di Shepard era un piacere, oltre che un onore. E lì, il passaggio ad Electronic Arts si vide tutto e fin da subito.La mano - e il portafoglio - del publisher avevano ottimizzato il gioco di ruolo in ogni sua parte. Dal gameplay, più dinamico e fresco, al comparto tecnico nettamente più solido fino alla trama, forse la più bella di ogni epoca. Un capitolo mastodontico ricordato oggi per essere fra le migliori rappresentazioni del videogioco moderno.
Infine, con il terzo Mass Effect il cerchio della storia di Shepard si chiuse per sempre - e ora possiamo dirlo, tristemente. Un capitolo conclusivo con luci e ombre, ma che ho comunque amato, perché alla fin fine Shepard, Garrus, Liara, Ashley e tanti altri erano diventati un po' miei fratelli e compagni di viaggio. E salutarli per un'ultima volta è stato difficile, ma necessario.Oggi resta il rammarico di un franchise che si è espresso forse solo al 50% del suo potenziale vero, con un capitolo spin-off arrivato a cinque anni da Mass Effect 3 che non ha trovato il favore del pubblico e della critica.
Per l'ennesima volta non possiamo far altro che chinare il capo e alzare il pugno in segno di protesta e fratellanza, con la mente che corre non solo a ciò che la saga ci ha regalato, ma anche e soprattutto alla situazione scomoda in cui i 400 e oltre dipendenti di BioWare si troveranno da qui a brevissimo. Viva Mass Effect. Viva BioWare.
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