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Diritto alla riparazione, da oggi è legge in Italia: cosa cambia per smartphone, TV ed elettrodomestici
Da oggi, 22 ottobre 2026, è in vigore in Italia il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sul diritto alla riparazione. In pratica, il D.Lgs. 176/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre, introduce una serie di obblighi per i fabbricanti e nuove tutele per chi compra un prodotto tecnologico. Non è una rivoluzione immediata, ma è un passo che vale la pena capire bene, perché alcune cose cambiano già oggi e altre cambieranno nei prossimi mesi.
L'idea di fondo è semplice: riparare deve diventare più facile e conveniente rispetto a buttare e ricomprare. In Europa si producono circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno, in buona parte perché riparare costa troppo o è troppo complicato. Questo decreto prova a invertire la rotta.
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Il cambiamento più importante riguarda l'obbligo di riparazione fuori garanzia. Fino a ieri, se il tuo smartphone si rompeva dopo i due anni di garanzia legale, il produttore non aveva nessun obbligo di aiutarti.
Da oggi, per una serie di prodotti specifici, il fabbricante deve accettare la richiesta di riparazione, anche se la garanzia è scaduta, e farlo gratuitamente o a un prezzo ragionevole, e in tempi ragionevoli. Se la riparazione è tecnicamente impossibile, può offrire un prodotto sostitutivo o ricondizionato.
C'è però un limite importante da tenere a mente: questo obbligo non vale per tutti i prodotti, ma solo per quelli che rientrano in categorie specifiche già regolate da normative europee sulla riparabilità. Restano fuori, almeno per ora, prodotti come laptop, console, stampanti e piccoli elettrodomestici da cucina.
I prodotti coperti dall'obbligo di riparazione sono invece:
Un altro punto che vale da oggi riguarda la trasparenza sui costi.
Prima di qualsiasi intervento, il riparatore deve consegnarti un modulo europeo standardizzato con il tipo di lavoro, i tempi stimati, il prezzo e l'eventuale disponibilità di un prodotto sostitutivo. Le condizioni indicate restano valide per almeno 30 giorni, così puoi confrontare più preventivi senza fretta.
Il decreto vieta inoltre ai fabbricanti di rifiutare la riparazione solo perché il prodotto è già stato riparato da terzi in precedenza. Addio, quindi, alle clausole che annullano qualsiasi assistenza se hai portato il dispositivo da un riparatore indipendente: una pratica purtroppo diffusa, che ora trova un limite esplicito nella legge.