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Wo Long 2 Wings of Ember: com'è cambiato l'action di Team Ninja?
Team Ninja rilancia il suo action con Wo Long 2, titolo ambientato nella Cina del 208 d.C., che amplia formula, gameplay e mappe.
Ormai specializzato in action frenetici, brutali e impegnativi, Team Ninja vuole bissare il buon successo di Wo Long Fallen Dynasty con un sequel che promette di ampliare la formula del suo predecessore: ho provato Wo Long 2: Wings of Ember, in una porzione di gioco delimitata a una sola - ma vasta - area. Ecco tutto quello che dovete sapere.
Ambientato nella Cina del 208 d.C., in Wo Long 2: Wings of Ember vestiamo i panni di un nuovo campione senza nome, il cui obiettivo è vendicarsi della distruzione del suo villaggio raccogliendo alleati e conducendo una guerra contro le forze del temibile Cao Cao.
Alla stregua del primo episodio, l'ambientazione storica è un elemento molto caratterizzante: pur venendo romanzata dal suo preponderante afflato fantasy, la storia di Wo Long ci porterà a rivivere alcune delle battaglie campali più celebri del periodo dei Tre Regni, come quelle di Changban e delle Scogliere Rosse.
Passando al gameplay, la parola d'ordine è: dinamismo. Il primo capitolo di Wo Long, aveva un'identità molto precisa, costruita soprattutto sul ritmo continuo tra attacchi e deviazioni, in una continua danza in cui erano soprattutto velocità e tempismo a farla da padrone. Wo Long 2 preserva e valorizza questo rapporto frenetico tra attacco e difesa, con la deviazione al centro di un sistema di combattimento basato ancora una volta sul controllo e il bilanciamento dello Spirito.
Il fulcro del gameplay si basa sul colpire continuamente il nemico, ripristinando il proprio Spirito e allo stesso tempo riducendo quello avversario. Ovviamente la meccanica funziona anche al contrario, ed è qui che Wo Long si distanzia dai normali soulslike: allo studio attento dei pattern degli avversari si affianca uno stile di lotta estremamente frenetico, un continuo gioco di equilibri tra il mantenere il proprio Spirito pieno e svuotare quello degli opponenti, così da eseguire uno spettacolare Colpo Fatale e infliggere danni ingenti. Talvolta, i nemici potranno sferrare un attacco critico, anticipato da un bagliore rosso: deflettere con successo questi colpi permette di assestare un contrattacco speciale, che sbilancia l'avversario e diminuisce di molto il suo Spirito. A tal proposito, il sequel targato Team Ninja introduce nuove possibilità durante gli scontri come le Insight Skills, che non sostituiscono la meccanica della deviazione, ma ne rappresentano un'alternativa che può portare a risultati più efficaci. Si tratta di versioni potenziate delle azioni di base, quindi Deviazione, Salto, Abilità Aerea, Scatto e Guardia. Ad esempio, l'Insight Deflect permette di eseguire subito un contrattacco, scaraventando via i nemici, mentre l'Insight Aerial Skil consente di sfruttare il nemico come punto d'appoggio per darsi slancio e scaraventarlo al suolo. All'arsenale del nostro avatar, che si compone di 18 armi differenti, si aggiungono anche le Arti Marziali e gli Incantesimi: le prime forniscono opportunità offensive avanzate e la loro padronanza si sblocca spendendo le Sfere Abilità Marziali; i secondi sono come sempre strutturati seguendo uno schema di vantaggi e debolezze elementali, chiamati Fasi, e spaziano da attacchi magici ad abilità di potenziamento, passando anche per le capacità curative.
In generale, quello di Wings of Ember è un loop di gameplay che costringe a non stare mai fermi: quando non si combatte, l'ambiente di gioco offre spunti diversi per interagire con il campo di battaglia e avanzare verso l'area successiva. Wo Long 2 è anche caratterizzato da una maggiore apertura, in termini di spazi, rispetto al suo predecessore.
Le aree mantengono quella struttura tipicamente souls, basata sulla circolarità del level design, ma sono molto più aperte, e di fatto potremmo definire Wings of Ember un titolo dalla struttura open map. Di conseguenza muta anche l'impatto del combat system in un simile