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IGN Retro: Battle Garegga
Se c'è una cosa che mi piace più degli sparatutto a scorrimento sono gli sparatutto a scorrimento che ti permettono di scegliere diverse navicelle da pilotare, possibilmente ben differenziate fra loro in termini di prestazioni e armamento. Per dire, in passato ho apprezzato molto la varietà in Parodius, Jamestown o Sonic Wings, e attualmente sto ancora sbloccando astronavi in R-Type Final II. Per questo rimasi particolarmente affascinato dall'incontro, verso la fine degli anni '90, con uno spettacolare sparatutto a scrolling verticale presente come novità nella storica sala giochi Extra Ball di Roma. Era il 1996 e mi trovavo di fronte a Battle Garegga.
Prima di focalizzarmi sul gioco è però doveroso citarne lo sviluppatore, ovvero Raizing, studio giapponese specializzato proprio in questo genere di videogiochi e che in precedenza ha pubblicato due eccellenti titoli come Sorcer Striker (1993) e il bizzarro ibrido Kingdom Grand Prix (1994), che hanno dimostrato come questo specifico team fosse in grado di assimilare e rielaborare un genere così consolidato e radicato dando vita a shoot'em up effettivamente freschi. Il rapido accumulo di esperienza confluisce in quello che possiamo decisamente considerare come il capolavoro a firma di Raizing, ovvero il Battle Garegga oggetto (finalmente) di questo articolo.
Tra l'altro, una volta tanto troviamo anche una trama per lo meno originale: in un futuro non troppo lontano i fratelli ingegneri Wayne progettano potenti mezzi da combattimento per la Federazione, un non meglio specificato conglomerato di stati emerso dopo l'ennesimo conflitto mondiale. Purtroppo dopo appena qualche anno la stessa Federazione dichiara guerra al paese dei fratelli Wayne usando proprio quelle terribili macchine di distruzione. Ecco dunque i rancorosi Brian e Jason mettersi alla guida di quattro avanzatissimi mezzi da combattimento per distruggere il pericoloso esercito che loro stessi hanno contribuito ad assemblare.
Fino a due giocatori sono dunque chiamati a scegliere uno dei quattro aerei da combattimento e lanciarsi in battaglia attraverso sette concitati livelli pieni di mezzi nemici e boss letteralmente da smontare pezzo per pezzo. La scelta dei mezzi nasconde un'inaspettata (e inizialmente criptica) profondità, dal momento che a seconda del pulsante utilizzato per la selezione si attiva una delle tre varianti, per un totale di dodici diverse combinazioni che, ad esempio, modificano il comportamento dei potenziamenti. Non solo: inserendo il ben noto "Konami Code" nella schermata di selezione dei mezzi è possibile sbloccarne altri quattro, presi in prestito dagli altri giochi della software house.
Oltre alle continue minacce aeree che ci si parano davanti, nei livelli è possibile anche distruggere numerosi elementi a terra come automezzi ed edifici: così facendo possiamo raccogliere mini-bombe che, una volta ottenute in quantità sufficiente, si trasformano in una smart-bomb utilizzabile quando le cose si fanno davvero brutte. La potenza di fuoco dei nostri aerei può inoltre aumentare in due modi distinti, ovvero raccogliendo potenziamenti per il cannone principale, diverso da mezzo a mezzo, e facendoci affiancare da mini-aerei che combattono al nostro fianco, in formazioni diverse a seconda della configurazione iniziale.
Tutto abbastanza canonico, non fosse per il geniale "rank system" che gestisce la difficoltà di gioco: più giochiamo meglio, più i moltiplicatori di punteggio aumentano ma, con essi, anche il tasso di difficoltà, che può essere poi abbassato perdendo una vita, qualcosa che i giocatori più esperti a volte fanno addirittura di proposito per affrontare certi passaggi massimizzando il punteggio.
Apprezzatissimo dagli appassionati del genere al lancio nel 1996, ma da molti reputato un tantino troppo "tosto" - anche a causa dell'aspetto "realistico" dei proiettili nemici, che si camuffano sin troppo spesso nella pioggia di detriti rappresentata su schermo - il gioco viene rielaborato un a