// ANSA ESTERI — MONDO
Netanyahu gioca la carta della 'minaccia atomica su Tel Aviv'
Dopo aver ridotto la sua campagna allo slogan elettorale 'O la destra o la Palestina', Benjamin Netanyahu continua a puntare sulla carta della paura per cercare di far convergere su di sé i voti, a due giorni dall'apertura delle urne in Israele. E questa volta punta sulla minaccia ultimativa, pubblicando un'immagine Ia che ritrae una bomba atomica che si abbatte su Tel Aviv, e condividendo le parole dell'autore Yuval Bloomberg: "La minaccia iraniana è la priorità, abbiamo ancora due anni di presidenza Trump per portare a termine il lavoro con l'Iran; dopodiché, è impossibile prevedere cosa accadrà, se subentrerà Kamala Harris o un Mamdani".
Chiede ancora due anni Netanyahu, cercando di legare il proprio destino politico a quello del presidente Usa, su cui sta facendo pressioni, secondo Axios, per ottenere ulteriore sostegno dopo che l'endorsement senza precedenti incassato nei giorni scorsi non ha spostato la mappa dei sondaggi. Che continuano infatti ad indicare un testa a testa con il suo principale rivale, Gadi Eizenkot, l'ex capo di Stato maggiore che proprio Bibi nominò nel 2014. "Netanyahu, sei in uno stato d'isteria, ricorri ancora una volta alle solite tattiche elettorali: menzogne e allarmismo'', ha replicato Eizenkot alla minaccia di annientamento di massa del premier. E critiche al premier arrivano anche dai potenziali alleati, con Ofer Winter, ex generale falco ora candidato con una lista di destra, che parla di "follia": "Bisogna smetterla di terrorizzare la popolazione".Intanto sabato l'opposizione ha incassato una piazza con migliaia di persone a Tel Aviv, come non si vedeva da tempo: il comune denominatore è la volontà di cambiamento: "Tutto tranne Bibi", diceva la gente. Ma la prospettiva che le urne possano confermare lo stallo - con nessuna delle parti politiche che otterrà 61 seggi per formare un governo - porta l'opposizione nelle ultime 48 ore di campagna anche a una battaglia intestina: quella per il partito più grande. Non avendo indicato un candidato premier unico, ora ognuno lotta per portare acqua al proprio mulino. "O Netanyahu o io: è un testa a testa. Yashar! deve superare il Likud con un ampio margine per ottenere il mandato di formare il governo", è il messaggio di Eizenkot alla convention conclusiva della campagna a Tel Aviv, dove arriva un migliaio di persone che hanno scelto l'ultima novità della politica israeliana. L'età è piuttosto avanzata, ma c'è uno spaccato interessante della società, qualcosa che indica che Yashar! - che significa 'Dritto' e 'Onesto' - è un partito che raccoglie un consenso non settoriale.Mahmoud Masalha arriva da Kfar Qara, ha sempre votato laburista e pensa che sia l'ex generale il degno erede dell'altro generale, Itzhak Rabin, "con cui hanno ucciso la prospettiva di pace. Con Eizenkot possiamo riprovarci". Ci sono anche diverse persone con la kippà: uno di questi, Omer, dice di aver sempre votato i partiti ultraortodossi, ma ora punta su Eizenkot perché "c'è bisogno di unità nel Paese e lui manda questo messaggio". Ci sono anche ex 'bibisti': Reuven Efraim, deluso da Netanyahu dopo il 7 ottobre, si affida a quella che reputa "un'ottima lista di persone serie". Sostiene anche l'ipotesi del governo di minoranza con l'appoggio esterno del partito islamico, "perché Bibi, che ora nega perché è bugiardo, pure stava per farci alleanza". La folla lo acclama: "Ecco il prossimo premier d'Israele". Ma basta spostarsi nel sud della città, nel mercato Hatikvà, una delle roccaforti del Likud, per sentire forte il grido di "Solo Bibi". Più che elezioni legislative, tra 48 ore si aprirà un referendum sul premier più longevo e divisivo della storia d'Israele.
Netanyahu gioca la carta della 'minaccia atomica su Tel Aviv'
TEL AVIV,
25 ottobre 2026, 19:48
Veloci, dettagliate, verificate. Nella tua casella mail.
Certificazione ISO 9001 I “processi di Produzione, distribuzione e pubblicazione di notizie giornalistiche in formato multimediale, servizi di i