// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Ban per il termine AI: Trump vuole solo Super Intelligence
Alla fine, tutti continuiamo e continueremo a chiamarla intelligenza artificiale, con buona pace di Donald Trump. Il Presidente USA, che il mese scorso ha deciso di ribattezzare la tecnologia Super Intelligence, è appena tornato sull’argomento mostrando una certa stizza, soprattutto nei confronti della stampa che proprio rifiuta di adeguarsi, mentre alcuni big dell’industria, incluso Elon Musk, si sono già conformati.
Il nuovo intervento sul tema è stato affidato a Truth, il social network di sua proprietà. Lì ha annunciato l’arrivo di un vero e proprio ban per i termini AI e Artificial Intelligence in tutti i documenti rilevanti e in qualsiasi altro contesto, a causa della sua inaccuratezza, qualunque cosa significhi.
Trump punta il dito in particolare contro il Wall Street Journal, accusandolo di continuare a utilizzare l’appellativo con cui abbiamo sempre chiamato la tecnologia. Non è chiaro come abbia intenzione di impedirlo in futuro, con quali misure restrittive. Ciò che è noto è la passione del tycoon per il ribattezzare ciò che non gli va a genio: lo abbiamo già visto con il Golfo d’America e l’Oceano America.
Ad ogni modo, dovrà farsene una ragione. AI è forse il termine che più abbiamo letto, scritto e pronunciato negli ultimi anni, dal debutto di ChatGPT in poi. Non basteranno un ordine esecutivo o un capriccio presidenziale per cambiare un’abitudine radicata da cui, anche i suoi sodali più stretti, sembrano faticare a liberarsi. Lo stesso Musk ci è cascato con un post pubblicato nel fine settimana.
As of the past few weeks, debt markets have almost entirely shut off access to money for any company that doesn’t have substantial revenue independent of AI data centers.
SpaceX closed $40B of debt for GPUs, but we’re investment grade and have Starlink & launch revenue.
That means the 200+ neoclouds are going to see guppy-level death and consolidation. Some will make it through, but not many.
Detto questo, l’eventualità di una censura imposta alla stampa solleverebbe interrogativi ben più grandi e gravi della questione relativa nello specifico alla Super Intelligence. Abbiamo comunque imparato a non stupirci di nulla, staremo a vedere.