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F1, Mercedes e McLaren si scambiano le filosofie: aerodinamica ancora da scoprire
F1 2026, Mercedes e McLaren cambiano le proprie pance e le filosofie aerodinamiche. Il nuovo regolamento sta rivoluzionando lo sviluppo delle monoposto
Mentre il Mondiale Piloti di Formula 1 si avvicina alla conclusione, con Kimi Antonelli ormai a un passo dal titolo, la stagione 2026 continua a offrire spunti di grande interesse sul piano tecnico. L’eventuale successo del pilota Mercedes avrebbe un significato storico per l’Italia: riporterebbe il titolo mondiale nel nostro Paese per la prima volta dal 1953, quando a conquistarlo fu Alberto Ascari. Dopo la vittoria di Austin, ad Antonelli bastano appena due punti per chiudere matematicamente i giochi.
Ma, al di là della classifica, questa stagione merita di essere osservata anche da un’altra prospettiva. Se il nuovo regolamento delle power unit ha sollevato enormi perplessità (per usare un eufemismo), la rivoluzione introdotta sul fronte di telaio e aerodinamica sta regalando una varietà di soluzioni progettuali particolarmente interessante.
Le vetture del nuovo ciclo regolamentare sono più corte, più strette e più leggere rispetto alle precedenti. A cambiare radicalmente è anche il fondo, che abbandona i tunnel Venturi dell’era a effetto suolo, mentre le ali anteriori e posteriori adottano sistemi di aerodinamica attiva.
L’obiettivo dichiarato è duplice: rendere le monoposto più agili e favorire i duelli ravvicinati, limitando la perdita di prestazione aerodinamica quando una vettura si trova nella scia di un’altra.
Le prime gare hanno consentito di apprezzare le nuove proporzioni delle monoposto, ma è soprattutto lo sviluppo aerodinamico a meritare attenzione. In occasione di una rivoluzione regolamentare, infatti, le squadre sono costrette a ripartire da zero, esplorando strade differenti prima che i dati raccolti in pista, al simulatore e in galleria del vento consentano di individuare le soluzioni più efficaci.
La storia recente della Formula 1 ci ha abituati a una progressiva convergenza delle filosofie progettuali. Dopo l’introduzione delle vetture a effetto suolo nel 2022, per esempio, il progetto Red Bull ha rappresentato un riferimento importante per gran parte della concorrenza.
Nel 2026, invece, il quadro appare più articolato. Le squadre hanno seguito percorsi differenti nella progettazione delle pance, nella gestione dei flussi diretti verso il retrotreno, nella disposizione delle masse radianti e nello sviluppo del fondo e del diffusore.
La Mercedes W17 si è dimostrata estremamente competitiva, ma questo non significa che ogni sua soluzione rappresenti automaticamente un modello da replicare. Al contrario, l’evoluzione delle vetture dimostra quanto sia difficile individuare una configurazione universalmente efficace.
Il punto fondamentale è che una soluzione aerodinamica non può essere valutata isolatamente: deve funzionare in sinergia con il fondo, le sospensioni, il raffreddamento e l’intero comportamento della monoposto.