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MacBook Pro OLED touch, 5 differenze che cambiano tutto (anche il prezzo)
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I nuovi MacBook Pro OLED touchscreen segnano una svolta nella storia dei portatili Apple. Il loro debutto chiude col botto una giorni di annunci che ha visto arrivare anche il nuovo iPad mini OLED, l’iMac M6 e il MacBook Pro da 14 pollici con chip M6, che mantiene lo schermo tradizionale. Rispetto ai MacBook Pro tradizionali con schermo mini-LED, i nuovi modelli con display PROLED XDR presentati da Apple introducono numose novità ma alcune pesano più di altre. c
È la novità più evidente e quella che segna una rottura con il passato. Per la prima volta un MacBook Pro permette di interagire direttamente con lo schermo usando le dita, affiancando il touch a tastiera e trackpad.
Si possono scorrere documenti, ingrandire fotografie, spostare finestre, disegnare e aggiungere annotazioni. Apple ha mostrato anche impieghi professionali, come la manipolazione di oggetti 3D, il controllo dei mixer audio e l’utilizzo di strumenti musicali virtuali.
Il sensore touch è integrato nel pannello OLED, una soluzione che permette di ridurre la latenza e mantenere lo schermo sottile. Rimane da verificare quanto spesso gli utenti preferiranno toccare il display anziché utilizzare il trackpad.
Il secondo cambiamento riguarda la qualità dell’immagine. Il nuovo display PROLED XDR utilizza due livelli di pixel OLED autoilluminanti, sostituendo la retroilluminazione mini-LED dei MacBook Pro tradizionali.
Questo permette di ottenere neri assoluti e di eliminare gli aloni luminosi che possono comparire intorno agli oggetti chiari su sfondo scuro. Apple dichiara inoltre una luminosità continua di 1.000 nit su tutto lo schermo, picchi fino a 2.000 nit per contenuti HDR e SDR e un rapporto di contrasto di 10.000.000:1.
Il pannello supporta ProMotion da 10 a 120 Hz e gli spazi colore P3 e Adobe RGB, particolarmente importanti per chi lavora con fotografia, video e grafica destinata alla stampa. È disponibile anche il trattamento nanotexture per limitare i riflessi.
Per molti professionisti il passaggio all’OLED potrebbe essere più importante del touchscreen stesso: migliora infatti la visualizzazione dei contenuti in ogni momento, anche quando si utilizzano esclusivamente tastiera e trackpad.
Uno schermo sensibile al tocco richiede anche un’interfaccia adatta. Apple ha quindi modificato macOS 27 Golden Gate per consentire di passare dal trackpad al display durante l’utilizzo delle applicazioni.