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Namirial e tracking pixel via email: come disattivare il tracciamento
C’è anche Namirial tra le realtà che utilizzano i tracking pixel per misurare l’andamento e l’efficacia delle proprie comunicazioni. In quanto cliente del servizio PEC proposto dall’azienda, ho appena ricevuto l’email che lo conferma, offrendo la possibilità di disattivare il tracciamento. Si apre così.
Gentile utente, ricevi questo messaggio perché sei iscritto/a alle comunicazioni email di Namirial. Vogliamo informarti in modo trasparente sugli strumenti che utilizziamo nelle nostre email e sulle scelte che hai a disposizione.
Il messaggio prosegue spiegando di cosa si tratta e come funziona il sistema. In breve, sfrutta un’immagine molto piccola e invisibile per monitorare il comportamento dell’utente.
Che cos’è un pixel di tracciamento? È un’immagine di dimensioni minime e non visibile, inserita nel messaggio. Quando apri l’email e il tuo programma di posta scarica le immagini e il pixel ci segnala l’apertura. In modo simile, i link presenti nelle nostre email ci permettono di sapere se li hai cliccati.
Questi sono invece i dati raccolti, che l’azienda poi archivia, analizza ed elabora al fine di misurare l’efficacia delle nostre comunicazioni e migliorarne contenuti, pertinenza e frequenza.
Nel messaggio c’è un pulsante che permette di gestire le preferenze. Non possiamo riportare il link diretto, in quanto include parametri specifici per ogni utente. Una volta cliccato, rimanda a una pagina in cui è possibile deselezionare alcuni o tutti gli argomenti sui quali essere informati.
È bene chiarire che disattivare il solo tracciamento non interrompe l’invio delle email. In alternativa è possibile decidere di non voler più ricevere alcuna comunicazione. C’è anche un’opzione per chiedere la cancellazione di tutti i dati archiviati.
Namirial non è l’unica realtà a inviare comunicazioni di questo tipo. Lo stanno facendo tutte le aziende che utilizzano i pixel di tracciamento nelle loro comunicazioni. Su queste pagine abbiamo già scritto delle email ricevute da Fastweb e Libero, ma l’elenco è molto più lungo. È l’esito di una decisione presa dal Garante Privacy a fine aprile e ribadita all’inizio del mese, stabilendo proprio nella giornata odierna (29 ottobre) il termine ultimo per conformarsi.