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Una settimana Apple come nessun’altra mai
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Una settimana incredibile. Un mese incredibile. Un trimestre incredibile. Quello che si sta concludendo è un periodo talmente denso che potremmo definirlo unico, perlomeno a memoria di cronista, nella storia di Apple dalla fine degli anni Novanta, cioè da quando era tornato Steve Jobs.
Il periodo incredibile è questo che ha visto per la prima volta da sempre il rinnovo, la commercializzazione o il lancio in 14 famiglie diverse di prodotti. Una produttività inedita, fuori scala quasi. Il frutto di una serie di fattori concomitanti, senza dubbio, ma anche il risultato di un potenziale cambio di strategia. Dietro c’è forse la mano di un CEO che vede nell’innovazione di prodotto un modo per tornare a fare mercato.
Certamente l’esordio di John Ternus alla guida di Apple è un esordio con il botto. Non con le chiacchiere, non con le celebrazioni, non con la politica o con gli annunci programmatici. No, è un periodo in cui si sono susseguite le presentazioni e le commercializzazioni dei prodotti, con tutto quello che potremmo aspettarci e molto di più.
Certamente un periodo particolarmente ricco e produttivo, più ricco e produttivo di qualsiasi altro periodo precedente. E questo è dovuto a una concomitanza di fattori che ci fa chiedere: sarà la norma o è l’eccezione figlia di un periodo unico? Vediamo alcune cose da mettere in ordine.
L’arrivo di Ternus ha coinciso con lo “sblocco” di Siri AI. Noi qui in Europa tendiamo a sottovalutarlo o meglio a scordarcene, perché da noi è bloccata a causa della normativa europea alla quale Apple non vuole (o non può) adeguarsi. Questo blocco non ci fa apprezzare il fatto che invece, nel resto del mondo (con l’eccezione della Cina), sia adesso possibile usare Siri AI, cioè l’integrazione con i modelli molto più potenti.
Questa integrazione dà accesso a funzionalità uniche che hanno permesso di sbloccare una serie di prodotti altrimenti impresentabili, come gli HomeView, e in misura minore i nuovi HomePod mini 2 e la nuova Apple TV 4K. Quindi possiamo dire che una serie di lanci siano stati in realtà un modo per smaltire l’arretrato che, secondo le indiscrezioni, era chiuso in qualche capannone asiatico in attesa di essere commercializzato, dopo l’avvio di Siri AI.
Poi, c’è la parte di aggiornamento strategico dei vari prodotti utilizzando i processori di ultima generazione. Un ciclo di refresh piuttosto scontato oltre che atteso ma anche piuttosto complesso da gestire, perché, a quanto pare, il controllo su Apple Silicon da parte di Cupertino non porta a una crescita progressiva lineare: si salta dagli M6 regolari ai futuri M7 senza avere gli M6 Pro, M6 Max ed M6 Ultra (disponibili invece per M5, come sappiamo).
Ternus cosa ne pensa? Cosa vuole fare con questa sorta di accelerazione interna che è stata sicuramente decisa almeno due anni fa, mano nella mano con Tim Cook? (Questo perché i tempi dell’alternanza fra i due capi sono partiti piuttosto da lontano, com’è ovvio che sia).
Ci sono varie teorie, ma su una in particolare arriviamo tra poco. Visto che Ternus è cresciuto letteralmente nell’ombra e nel mito di Steve Jobs, portando avanti con sé l’imprimatur del suo primo datore di lavoro in Apple.