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Quick Share SDK: Google porta la condivisione dentro le app, anche su iPhone, nel 2027
Quick Share, la funzione di Android per condividere file tra dispositivi vicini, sta per fare un salto di qualità importante. Google ha annunciato all'Android Dev Summit 2026 un SDK dedicato che permetterà agli sviluppatori di integrare la condivisione direttamente nelle proprie app, senza costringere l'utente a passare per il pannello di sistema. L'arrivo è previsto nella prima metà del 2027.
La novità riguarda sia Android che iOS: Google ha confermato che il Quick Share SDK sarà disponibile anche per le app iPhone, il che è tutt'altro che scontato per una funzione nata nell'ecosistema Google.
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Fino a oggi, per usare Quick Share da un'app bisognava aprire il menu di condivisione di sistema, selezionare Quick Share e aspettare che si aprisse l'interfaccia a schermo intero. Con il nuovo SDK, tutto questo sparisce: la condivisione avviene direttamente dentro l'app, con un pannello compatto che mostra in anteprima i file da inviare.
Sul fronte tecnico, il trasferimento è cifrato end-to-end tra i dispositivi e avviene sulla rete locale, senza passare per i server di Google.
L'SDK gestisce in autonomia la creazione dell'hotspot e sfrutta il Wi-Fi Direct sui dispositivi compatibili per massimizzare la velocità. Funziona anche senza connessione dati, il che lo rende utile in contesti dove la rete scarseggia o non c'è affatto.
Un altro punto a favore per gli sviluppatori: non serve mantenere un'infrastruttura server dedicata, perché tutto avviene in locale tra i due dispositivi. Per chi costruisce app di fotografia, produttività o collaborazione, è un vantaggio non da poco.
Quello che ci aspettiamo è che questa apertura porti finalmente Quick Share fuori dalla nicchia degli utenti più tecnici: se le app più usate lo integreranno nativamente, la condivisione peer-to-peer potrebbe diventare finalmente un gesto quotidiano anche su Android, avvicinandosi all'esperienza che gli utenti Apple hanno con AirDrop da anni.