// IGN ITALIA — GAMING
Nagoshi Studio chiude ufficialmente i battenti: cancellato Gang of Dragon
La parabola di Nagoshi Studio si è conclusa ufficialmente senza che la software house sia riuscita a portare sul mercato il suo primo videogioco. Come emerso dalla gazzetta ufficiale del governo giapponese Kanpo (via Gematsu), lo studio con sede a Tokyo è stato ufficialmente sciolto lo scorso 31 ottobre a seguito di una delibera degli azionisti. La chiusura segna il punto di arrivo di una crisi iniziata all'inizio dell'anno, quando il colosso cinese NetEase - che aveva finanziato la nascita dello studio nel 2022 dopo l'addio di Toshihiro Nagoshi a Ryu Ga Gotoku Studio - ha manifestato la volontà di interrompere i finanziamenti nell'ambito di un generale disimpegno dagli investimenti internazionali.
Alla base del blocco dei fondi vi sarebbe stata una valutazione economica insostenibile: secondo indiscrezioni emerse da report finanziari, per completare lo sviluppo dell'ambizioso Gang of Dragon sarebbero stati necessari ulteriori 7 miliardi di yen (circa 44,4 milioni di dollari). Nonostante i tentativi condotti da Nagoshi nei mesi scorsi per rintracciare nuovi partner commerciali in grado di rilevare la struttura e salvare la produzione, la ricerca di nuovi capitali non ha prodotto i risultati sperati, portando prima alla rimozione dei canali social ufficiali e infine alla liquidazione della società.
La chiusura del team lascia dunque nell'ombra l'intero progetto di Gang of Dragon, l'avventura dinamica ad ambientazione criminale svelata con grande risalto sul palco dei The Game Awards lo scorso dicembre. L'opera, che avrebbe dovuto vedere come protagonista l'attore Ma Dong-seok in una storia di scontri tra sindacati nel quartiere di Kabukicho a Shinjuku, non vedrà mai la luce.