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Il caso David Rossi, il giallo del sosia. 'Non è Mussari in quella foto'
Nella già intricata vicenda della morte di David Rossi si aggiunge il rebus del sosia. Chi è l'uomo che si vede in una fotografia mostrata alla trasmissione 'Lo Stato Cose' mentre parla al telefono nella strada davanti al Vicolo Monte Pio dove era già precipitato dagli uffici, morendo, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena?
La Commissione parlamentare d'inchiesta bis sul caso Rossi, col presidente Gianluca Vinci, ha detto di volerlo far individuare dalle procure distrettuali e dai carabinieri. E per questo trasferirà le foto agli atti. E' un uomo che appare sul lato sinistro di un'immagine mentre telefona vicino all'imbocco del vicolo dove steso a terra c'è David Rossi.
Nella trasmissione si sarebbe fatto un collegamento tra l'uomo e l'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari. "Non è lui", non c'è "nessun sosia", intervengono i suoi avvocati contro ogni allusione sulla presenza di un soggetto simile nell'aspetto all'ex presidente di banca Mps. Dicono, quindi, i legali di Mussari, professor Tullio Padovani, Fabio Pisillo e Francesco Marenghi: "Anselmi e Mussari non si somigliano per niente come si poteva immediatamente verificare da un semplicissimo raffronto fotografico" e "anche solo dubitare e parlare di sosia è una forzatura che reca onta al diritto di cronaca". E un altro avvocato, Lorenzo De Martino, indica la persona che invece, effettivamente, sarebbe riconoscibile nell'immagine.
Un professionista noto a Siena. "Il soggetto raffigurato nella fotografia in questione, e di cui sarebbe stata richiesta formale individuazione, sorvolando sull'effettiva necessità della predetta attività in quanto trattasi di persona ampiamente nota, conosciuta e riconoscibile a Siena - scrive in una nota - è il dottor Luca Anselmi come già fatto immediatamente presente da quest'ultimo a chiunque lo abbia, medio tempore, contattato".
Quindi, anche secondo questo legale, non c'è Mussari. "Anselmi - prosegue De Martino - suo malgrado grossolanamente scambiato per un altro soggetto" nella trasmissione 'Lo Stato delle Cose' "era giunto sul luogo, come numerosissime altre persone dopo avere avuto notizia del tragico evento".
Le ricostruzioni nell'ultimo programma tv di Massimo Giletti hanno rinfocolato le schermaglie all'ombra dell'inchiesta. Non solo questa. Lo stesso Mussari ha formalizzato denuncia-querela alle procure di Roma e Firenze per calunnia, diffamazione aggravata e rivelazione di segreti d'ufficio, per le dichiarazioni rese davanti alla Commissione. Le querele sono state presentate, a vario titolo e per ipotesi e fatti differenti, contro Saverio Giampà, Massimo Giletti e Renan William Vilanova Correa. Mussari accusa Giletti di diffamazione aggravata.
Il giornalista tv ha replicato: "Risponderemo in tribunale alle accuse che mi fa Mussari. L'unica cosa che voglio dire, alla luce di quello che ho letto e che hanno detto gli avvocati di Mussari, è che non ho divulgato nessuna carta secretata. Ho solo dato anticipazione sul nome di Mussari che se fosse stato secretato non sarebbe stato riferito il giorno successivo dal presidente Vinci in commissione d'inchiesta".