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Garlasco, la difesa di Stasi: 'I legali di Sempio lo difendano senza attaccare Alberto'
Sono convinti che solo poco più di un anno e mezzo fa la Procura di Pavia ha iniziato ad indagare seriamente, su loro impulso, sull'omicidio di Chiara Poggi, riscrivendo la storia del delitto di Garlasco, tanto che la richiesta di processo per Andrea Sempio era "l'unico epilogo possibile". E mentre i due legali di Alberto Stasi stanno ancora lavorando all'istanza di revisione, forti di quella nuova inchiesta e con altri 'assi nella manica', mandano anche un messaggio netto ai difensori del commesso 38enne, facendo riferimento a qualche botta e risposta andato in scena in tv negli ultimi giorni.
Ferma la "presunzione di innocenza e l'irrinunciabile diritto di difesa dell'imputato", ossia di Sempio, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis auspicano "che, incardinato ora il processo, le energie siano orientate alla difesa della posizione di quest'ultimo e non si cerchino percorsi alternativi, attaccando ancora una volta la persona di Alberto Stasi, come avvenuto di recente peraltro su aspetti che non trovano alcun fondamento né connessione con l'omicidio addebitato oggi a Sempio". Ogni "tentativo in tal senso", aggiungono, "oltre ad essere inutile, troverà, d'ora in avanti, una ferma risposta da parte della difesa Stasi".
La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio, scrivono ancora i due difensori di Stasi in una nota, "segna un passaggio decisivo di un'indagine seria e penetrante, effettuata per la prima volta dalla Procura della Repubblica di Pavia a 19 anni dall'omicidio di Chiara Poggi, nonché l'unico epilogo possibile a fronte del grave quadro investigativo emerso".
Nonostante "i continui ed inutili tentativi di delegittimazione se non finanche di scherno - proseguono - perpetrati ai danni di tutti coloro che in qualche modo hanno fortemente voluto far luce su una vicenda da sempre ricca di dubbi e anomalie, gli elementi di prova scientifici, dichiarativi, intercettivi e documentali acquisiti, secondo la Procura di Pavia, riscrivono totalmente la storia dell'omicidio di Garlasco".
Poi, il riferimento alla revisione di quella condanna a 16 anni definitiva dal 2015 e che l'ex studente bocconiano, ora contabile, sta finendo di scontare in affidamento in prova. "In tale situazione ed alla luce dei gravissimi fatti emersi (e di quelli non ancora emersi ma di cui la difesa Stasi è in possesso) - spiegano i legali di Alberto - si ritiene che l'unico atteggiamento possibile, verso la persona di Stasi, sia quello di una rispettosa attesa del giudizio di revisione. Sui tempi - chiariscono - per ora, anche per la delicatezza della fase, non si possono e non si vogliono dare indicazioni, ma si può solo dire che ci saranno aggiornamenti tra non molto".
Da settimane i difensori del 43enne fanno presente, infatti, che nella loro istanza alla Corte d'Appello di Brescia ci saranno anche altri elementi nuovi e dirompenti, oltre a tutte le presunte omissioni e anomalie sull'operato del Ris venute a galla dalla nuova inchiesta della Procura. Come quei due esiti nulli sul Dna sui pedali che non finirono negli atti del processo, il presunto scambio di provette e poi il test sulla presenza di sangue che avrebbe dato esito negativo e non venne comunicato. E ancora un altro Dna maschile, sempre rintracciato sui pedali, e pure questo non inserito nel fascicolo.