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Andava negli uffici Bethesda per giocare con gli amici: finì per essere assunto
Oggi per entrare nell'industria dei videogiochi servono competenze specifiche e una serie di colloqui.
Vent'anni fa, però, le cose potevano andare molto diversamente, come dimostra la storia di Alan Nanes.
L'aneddoto arriva dal sito aperto da Bethesda per celebrare i suoi 40 anni di attività, che raccoglie ricordi degli sviluppatori. Quello di Nanes racconta come la sua carriera sia nata quasi per caso, durante lo sviluppo di The Elder Scrolls III: Morrowind, uscito nel 2002.
All'epoca Nanes aveva diversi amici che lavoravano in Bethesda e passava spesso negli uffici per stare con loro e giocare in multiplayer. Non era un dipendente e non aveva alcun ruolo, ma la sua presenza era diventata abituale. Finché un giorno lo notò Todd Howard, oggi director ed executive producer dello studio nonché volto pubblico della serie The Elder Scrolls, che gli propose di provare il gioco a cui stavano lavorando.
Nanes si ritrovò davanti a un vecchio televisore CRT, con il controller della prima Xbox in mano e un blocco giallo per annotare le sue impressioni. Mentre esplorava Vvardenfell, l'isola in cui è ambientato Morrowind, gli sviluppatori si fermavano alle sue spalle per osservarlo: volevano sapere se certe zone fossero troppo difficili, se gli obiettivi delle missioni fossero chiari e cosa si potesse migliorare.
Quelle sessioni improvvisate si rivelarono preziose, perché offrivano il punto di vista di qualcuno esterno allo sviluppo. Così Howard e Ashley Cheng, producer e uno dei membri storici dello studio, decisero di assumere un tester interno a tempo pieno, e l'incarico andò proprio a Nanes, diventato uno dei primi dipendenti di Bethesda dedicati al controllo qualità.
Da lì la sua carriera è cambiata del tutto: ha lavorato alla progettazione delle missioni di The Elder Scrolls IV: Oblivion e, anni dopo, ha contribuito a Starfield come lead companions designer, occupandosi dei personaggi che accompagnano il giocatore.
Ripensando a quei giorni, Nanes li ha definiti uno dei momenti più importanti della sua vita. Una storia che racconta bene la Bethesda dei primi anni Duemila, quando un pomeriggio passato a giocare con gli amici poteva trasformarsi in un lavoro nell'industria dei videogiochi.
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