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The Legend of Zelda Ocarina of Time Remake Recensione: il ritorno di un capolavoro che ha fatto scuola
Il remake di Ocarina of Time per Switch 2 rinnova un capolavoro senza stravolgerlo, modernizzando gameplay, grafica e narrazione per nuove generazioni.
Il ritorno di una delle opere più importanti della storia dei videogiochi va ben al di là della semplice operazione nostalgica: pur confrontandosi direttamente con un'eredità che, dal 1998, continua a rappresentare un punto di riferimento per l'intero medium, The Legend of Zelda: Ocarina of Time si presenta oggi con una veste completamente rinnovata e con l'ambizioso compito di restituire alle nuove generazioni un'avventura che ha contribuito a delineare il linguaggio stesso delle esperienze tridimensionali.Tra opere che invecchiano malamente e altre che resistono meglio al trascorrere degli anni, esiste un'altra categoria composta da pochi eletti che finiscono per diventare parte integrante della storia della propria industria. Quando arrivò su Nintendo 64 sul finire degli anni '90, Ocarina of Time ridefinì il modo in cui esplorazione, combattimento, narrazione e progettazione degli ambienti potevano convivere all'interno di un'unica esperienza capace di indicare una nuova direzione.
Il remake per Switch 2 nasce sia per mostrare a chi in quell'epoca non c'era cosa significa ridare vita a una leggenda, sia per la necessità di rendere più moderne alcune meccaniche che giocoforza oggi risulterebbero più farraginose. Facile dunque comprendere come Nintendo non abbia bisogno di reinventare Ocarina of Time, né di modificarne radicalmente la struttura per dimostrarne ancora una volta il valore. In tal senso il remake resta estremamente fedele al materiale originale, senza osare interventi fantasiosi o arditi che avrebbero potuto alterare il suo perfetto equilibrio. La sfida è dunque più delicata, perché la volontà è quella di conservare l'identità di un capolavoro intervenendo su quegli aspetti che oggi, per il giocatore moderno, risulterebbero un po' indigesti.
Al di là del comparto grafico al passo coi tempi, delle sequenze narrative doppiate integralmente, dei dialoghi ampliati, dell'accompagnamento musicale orchestrale, dei controlli modernizzati e di una gestione della telecamera finalmente adeguata agli standard contemporanei, va detto che questa riproposizione è ben più della somma di tutte le sue parti. Nell'aggiungere nuove funzionalità, Nintendo ha ben pensato di accompagnare il giocatore senza snaturare il senso di scoperta che ha sempre caratterizzato l'opera, ricreando quelle stesse atmosfere che credevamo ormai cristallizzate nel tempo.
Il primo grande merito di Ocarina of Time è sempre stato quello di trasformare Hyrule in qualcosa di molto più significativo di una semplice ambientazione, rendendo di fatto protagonista il luogo che dovevamo attraversare. Il regno non ha mai rappresentato soltanto l'area nella quale si svolgeva l'avventura, ma costituiva un universo narrativo dotato di una propria identità, di una storia e di un'atmosfera riconoscibile. Se questo è diventato sempre più vero capitolo dopo capitolo, vi lasciamo immaginare l'impatto deflagrante che ebbe all'epoca, segnando un vero e proprio spartiacque tra passato e tutto ciò che arrivò dopo.
Oggi la piana di Hyrule da cui si dipanano tutti gli altri ambienti di gioco appare un po' brulla, quasi vuota rispetto ai grandi titoli moderni, ma è davvero impossibile fargliene una colpa o puntare il dito verso quello che è un retaggio del passato che non vuole alterare se stesso per fregiarsi di punti di interesse che sarebbero solo bigiotteria che non brilla mai davvero. Nel 1998, attraversare la Piana di Hyrule significava confrontarsi con una sensazione di libertà straordinariamente nuova. Il passaggio dagli ambienti bidimensionali dei precedenti capitoli a uno spazio tridimensionale esplorabile aveva permesso a Nintendo di costruire un mondo nel quale la distanza, la profondità e la prospettiva assumevano finalmente un significato concreto. Monte Morte che si stagliava all'orizzonte, il Castello di Hyrul